aggiornamento 18 dicembre 2003

Per rispondere in modo sempre più adeguato alle richieste delle imprese cooperative il Consorzio GestCooper nell'ambito della propria attività di ricerca e sviluppo ha intrapreso e realizzato studi di settore tramite collaborazioni con enti universitari e società specializzate.

Dal 1990 a oggi sono state numerose le inziative. Nelle pagine che seguono potrete trovare una descrizione delle diverse attività.

Le tematiche sviluppate nelle diverse ricerche sono state suggerite dalle imprese stesse, e i risultati sono a completa disposizione delle cooperative e dei soggetti interessati. Le tesi svolte presso la Facoltà di Economia e Commercio hanno visto spesso il Consorzio come soggetto coinvolto nella correlazione, e le imprese cooperative come soggette ad analisi o interviste.

Per i nostri associati: siete interessati ad approfondimenti su temi particolari? Scriveteci all'indirizzo info@gestcooper.it , valuteremo insieme la fattibilità di una ricerca sull'argomento.

2003 Dallo studio sul comparto ortofrtutticolo della tesi "Indagine conoscitiva sulla rintracciabilità di filiera di un campione di cooperative agricole piemontesi operanti nel settore ortofrutticolo" è emerso che le cooperative sono disposte ad implementare la tracciabilità, ma sono comuqnue divise tra interesse e forti perplessità. Ciò che le frena sono gli oneri da sostenere e il timore di non riuscire a trasferire i costi sui prezzi di vendita e ottenere a breve vantaggi economici. Sono, però tutte consapevoli degli effetti che tale sistema porterebbe: oltre ad un miglioramento qualitativo dei prodotti anche un miglioramento dell'immagine della cooperativa che avrebbe quindi la possibilità di garantire il proprio prodotto, e sicuramente la maggiore qualità sarebbe percepita dal consumatore.

L'esame della situazione delle cantine cooperative nella tesi "Tracciabilità di filiera - La chiave per una enologia a garanzia della qualità dei vini piemontesi" ha permesso di individuare quale punto di forza del sistema la possibilità di avviare un processo di controllo e di miglioramento della qualità del prodotto a partire dal vigneto; il notevole miglioramento tecnologico della cantina, la possibilità di beneficiare degli effetti positivi dovuti all'introduzione delle nuove DOC, la possibilità di beneficiare di una particolare attenzione da parte della pubblica amministrazione, il forte legame con la base sociale, la possibilità di avviare efficaci politiche di supporto alla base sociale produttiva, la possibilità di farsi carico in futuro dell'acquisto diretto o della gestione dei vigneti dei soci.

2002 Dall'analisi della realtà dei prodotti tipici effettuata nella tesi di laurea "I formaggi piemontesi a denominazione di di origine protetta. Una strategia di nicchia"  si è giunti alla conclusione che questi abbiano le qualità necessarie per rappresentare il made in Italy di elevata qualità all'estero. Per quanto riguarda il Piemonte, la nostra regione vanta un portafoglio di prodotti, ossia formaggi tradizionali, non indifferenti, e ben nove formaggi che hanno ottenuto la Denominazione di Origine Protetta, dando risalto alle rispettive aree di produzione. La startegia scelta dalla regione piemontese, per valoriazzare il suo patrimonio, è stata di puntare sulla qualità dei prodotti, supportando l'offerta attraverso una politica di sostegno della produzione agricola, quindi sollecitando e sostenendo la domanda id prodotti agroalimentari di qualità. Le azioni adotatte hanno fatto in modo di incrementare il consenso del consumatore verso i prodotti piemontesi. Dall'indagine emerge che l'interesse, da parte dei consumatori, verso il cibo che è in grado di favorire la salute, e che rispetta l'equilibrio dell'ambiente è molto forte, anche se si deve continuare nel lavoro finora fatto per trasformare un potenziale cliente in un consumatore soddisfatto.

2001

A seguito della tesi nel settore vitivinicolo (La viticoltura piemontese tra declino e rinnovamento - Analisi del settore cooperativo attraverso il monitoraggio di specifici parametri economici e sociali)  l'IRES Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Merceologiche dell'Università di Torino ha elaborato i risultati integrandoli con  un'indagine precedentemente svolta nel settore.
La ricerca, che si presenta come una fotografia dettagliata ed aggiornata del settore cooperativo nell'ambito della filiera vitivinicola regionale, ha l'obiettivo di mettere in evidenza problematiche generali e situazioni specifiche la cui conocenza può essere utile, alle singole imprese come alle istituzioni, per disegnare le strategie future del comparto.

2000

La tesi di laurea "La viticoltura piemontese tra declino e rinnovamento - Analisi del settore cooperativo attraverso il monitoraggio di specifici parametri economici e sociali" conclusasi a fine anno ha condotto in modo dettagliato l'analisi su 53 cantine sociali da cui sono emersi alcuni interessanti "punti di forza e di debolezza" delle imprese.
Tra i punti di debolezza:
rigidità della struttura produttiva, che si identifica nell'anzianità e nel sovradimensionamento della stessa, con un conseguente basso grado di sfruttamento degli impianti;
forte dipendenza della base associativa, anche in relazione alle tendenze socio-demografiche della stessa, che porta in alcuni casi al rischio di declino della cantina per mancato ricambio generazionale;
concorrenza derivante da altri operatori della filiera, legata soprattutto alla differenzazione in termini di eccellenza del prodotto;
devole potere contrattuale nei confrotni degli operatori a valle nelle annate di normali o abbondanti quantità di prodotto;
scarsa qualificazione professionale, dovuta alla piccola dimenzione aziendale;
mix distributivo scarsamente articolato, in quanto più dell'80% della produzione viene ancora venduta sfusa;
scarsa attenzione alla promozione;
forte spirito individualistico da cui consegue una scarsa propensione alle fusioni societarie.
Tra i punti di forza:
possibilità di avviare un processo di controllo e di miglioramento della qualità del prodotto a partire dal vigneto, coinvolgendo i soci in piani di assistenza tecnica;
notevole miglioramento dello standard tecnologico di cantina e della qualità media dei prodotti;
possibilità di beneficiare degli effetti positivi dovuti all'introduzione delle nuove Doc, in quanto sono prorpio le cantine sociali, soprattutto quelle del Monferrato, ad aver ottenuto i maggiori vantaggi dall'introduzione delle nuove Doc Langhe, Monferrato, Piemonte e Colline Novaresi;
possibiltà di beneficiare di una particolare attenzione da parte della pubblica amministrazione;
forte legame con la base sociale, in quanto la cantina rappresenta un mezzo per aumentare il potere contrattuale dei produttori e il raggiungimento di economie di scala, attraverso l'uso comune degli impianti;
possibilità di avviare efficaci politiche di supporto alla base sociale produttiva;
possibilità di farsi carico in futuro dell'acquisto diretto o della gestione dei vigneti dei soci;
maggiore conoscenza del mercato finale.

La tesi "Granella di mais: problematiche alla qualità e confronto tra contratti di vendita nel mondo"   iniziata in primavera e conclusasi in novembre, avviata sempre in collaborazione con l'Istituto di Merceologia della Facoltà di Economia e Commercio, ha esaminato diversi aspetti della produzione cerealicola con una particolare attenzione alla evoluzione dei parametri qualitativi del contratto e alla opinione degli operatori del mercato.

La tesi con la Facoltà di Economia e Commercio "La comunicazione per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari piemontesi tra ruolo dell'operatore pubblico ed esigenze delle imprese, con particolare riferimento a quelle cooperative" conclusasi in marzo e in cui il Consorzio ha avuto la funzione di correlatore esterno, ha posto particolare attenzione alle politiche promozionali realizzate negli ultimi anni a livello nazionale e regionale.
Dai risultati dell'indagine svolta emerge chiaramente come negli ultimi anni il sistema agroalimentare abbia subito un notevole processo di trasformazione: la crescente concorrenza dei prodotti provenienti dall'estero, il generale calo dei consumi alimentari, l'evoluzione dei gusti e delle esigenze del mercato, sono tutti fattori che richiedono e giustificano un più mirato ed incisivo intervento per la promozione e la valorizzazione del prodotto locale.
Le cooperative piemontesi intervistate in riferimento alla promozione d'impresa hanno messo in evidenza l'esigenza di interventi molto organizzati che tengano conto dei diversi operatori presenti sul mercato,  che si rivolgano per esempio anche alla grande distribuzione, e che coinvolgano tutti i settori in cui operano le imprese.
A questo scenario appartiene però anche il consumatore che sta diventando sempre più un "consuma-attore" richiedendo di essere informato in modo adeguato.
La promozione dei prodotti agroalimentari piemontesi, ora sostenuta con pochi fondi e relegata a funzione di corredo nell'ambito della politica agricola deve essere elevata ad area strategica, destinandole una parte consistente delle risorse inserite nel bilancio del settore agricolo.  

1999

GestCooper per il '99 ha proposto altre due tesi di ricerca alla Facoltà di Economia e Commercio, la prima prevede il monitoraggio dei parametri economico sociali delle cooperative vitivinicole, con particolare riferimento alla situazione piemontese. Nasce dall'esigenza della cantine associate di conoscere a fondo la realtà in cui operano per valutare l'avvio di strategie aggregative.
Il secondo tema è inerente la promozione. La cooperazione agroalimentare costituisce un anello importante tra produzione locale e mercato. Come promuovere questa "garanzia di produzione" nei confronti del consumatore è l'obiettivo della ricerca.

1998

GestCooper ha collaborato ad una Tesi di Laurea in Economia dal titolo "L'applicazione del Decreto Legislativo 155/97 del 26 maggio 1997 e la realizzazione dei Sistemi di Autocontrollo dell'igiene nelle cooperative ortofrutticole. Il caso Lagnasco Frutta" che sviluppa l'argomento dell'HACCP (Hazard Analisys and Critical Control Points)

GestCooper ha inoltre proposto e sostenuto direttamente un'altra Tesi di Laurea, punto di partenza per ulteriori approfondimenti: si tratta della Tesi "Tra associazionismo e imprenditoria singola: indagine sulle potenzialità aggregative nell'orticoltura piemontese" svolta presso il dipartimento di Merceologia della Facoltà di Economia dell'Università di Torino. Tale lavoro, che in una prima parte analizza nel dettaglio il settore orticolo piemontese, è sviluppato tramite un'indagine svolta presso 100 aziende piemontesi operanti in tale comparto ed ha avuto come fine quello di valutare la volontà o meno a creare in futuro nuove realtà associative sul territorio. I risultati sono stati in gran parte favorevoli ad un ampliamento del modello cooperativistico (anche se esistono naturalmente alcune differenze tra una provincia e l'altra) ed hanno fornito molti spunti per ulteriori sviluppi sull'argomento. Il 6 febbraio 1999 GestCooper ha organizzato ad Asti, in collaborazione con la Coldiretti di Asti, un convegno dal titolo "L'orticoltura in Piemonte: analisi e prospettive di un settore in evoluzione" durante il quale i diversi relatori, addetti del settore orticolo, hanno trattato i temi esposti nella tesi approfondendoli e apportando le proprie esperienze e conoscenze. Sui "Quaderni della Regione Piemonte - Agricoltura", n° 15, aprile 1999 tali concetti sono stati ripresi nell'articolo " Orticoltura piemontese: le prospettive passano attraverso un rilancio dell'associazionismo?" Gli atti del convegno sono a disposizione di chi ne fosse interessato, contattandoci all'indirizzo info@gestcooper.it

1996

GestCooper ha contribuito alla realizzazione del "Rapporto Nomisma 1996 sull'agricoltura italiana. La grande cooperazione agroalimentare nel nuovo scenario competitivo", finanziato anche da alcune delle cooperative aderenti al consorzio. Il rapporto fornisce un contributo, anche in termini di proposte, sul dibattito riguardante la cooperazione nel settore agroalimnetare, che nel 1996 coinvolgeva oltre il 20% dell'intera produzione lorda vendibile agricola nazionale, con 21.000 imprese e circa 330.000 addetti.

GestCooper ha collaborato alla stesura della Tesi di Laurea in Economia dell'Università di Torino "Cooperative Ieri e oggi: nuove realtà imprenditoriali nel settore agroalimentare". Tale lavoro analizza a fondo le dinamiche del mondo cooperativo e le caratteristiche della società cooperativa, con particolare riguardo al settore lattiero - caseario.

1990

Il consorzio ha contribuito alla realizzazione di una ricerca nata dalla collaborazione tra l'Istituto di Ragioneria e Ricerche Economico - Aziendali della Facoltà di Economia e l'Istituto di Economia e Politica Agraria dell'Università di Torino e guidata dal Prof. Luigi Castellani. Argomento dell'indagine sono le cooperative operanti nel settore agroalimentare, con particolare riguardo all'analisi del bilancio di questo tipo di società al fine di analizzarne le specificità gestionali ed organizzative. Da un lato lo studio esamina il modello di azienda cooperativa, dall'altro approfondisce le dinamiche del settore agroindustriale con particolare riguardo alle peculiarità del comparto in Piemonte. La pubblicazione relativa a questo lavoro è "La gestione della cooperativa agroindustriale - Il bilancio d'esercizio e la sua analisi nelle imprese cooperative agroindustriali", Maura Campra e Valter Cantino, Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Piemonte, Torino 1990.