Per rispondere in modo sempre più adeguato alle
richieste delle imprese cooperative il Consorzio GestCooper nell'ambito della propria
attività di ricerca e sviluppo ha intrapreso e realizzato studi di settore tramite
collaborazioni con enti universitari e società specializzate.
Dal 1990 a oggi sono state numerose le
inziative. Nelle pagine che seguono potrete trovare una descrizione delle diverse
attività.
Le tematiche sviluppate nelle diverse
ricerche sono state suggerite dalle imprese stesse, e i risultati sono a completa
disposizione delle cooperative e dei soggetti interessati. Le tesi svolte presso la
Facoltà di Economia e Commercio hanno visto spesso il Consorzio come soggetto coinvolto
nella correlazione, e le imprese cooperative come soggette ad analisi o interviste.
Per i nostri associati: siete interessati ad approfondimenti
su temi particolari? Scriveteci all'indirizzo info@gestcooper.it
, valuteremo insieme la fattibilità di una ricerca sull'argomento.
| 2003 |
Dallo studio sul comparto
ortofrtutticolo della tesi "Indagine
conoscitiva sulla rintracciabilità di filiera di un campione di cooperative agricole
piemontesi operanti nel settore ortofrutticolo" è emerso che le
cooperative sono disposte ad implementare la tracciabilità, ma sono comuqnue divise tra
interesse e forti perplessità. Ciò che le frena sono gli oneri da sostenere e il timore
di non riuscire a trasferire i costi sui prezzi di vendita e ottenere a breve vantaggi
economici. Sono, però tutte consapevoli degli effetti che tale sistema porterebbe: oltre
ad un miglioramento qualitativo dei prodotti anche un miglioramento dell'immagine della
cooperativa che avrebbe quindi la possibilità di garantire il proprio prodotto, e
sicuramente la maggiore qualità sarebbe percepita dal consumatore. L'esame della
situazione delle cantine cooperative nella tesi "Tracciabilità di filiera - La chiave per
una enologia a garanzia della qualità dei vini piemontesi" ha
permesso di individuare quale punto di forza del sistema la possibilità di avviare un
processo di controllo e di miglioramento della qualità del prodotto a partire dal vigneto;
il notevole miglioramento tecnologico della cantina, la possibilità di beneficiare degli
effetti positivi dovuti all'introduzione delle nuove DOC, la possibilità di beneficiare
di una particolare attenzione da parte della pubblica amministrazione, il forte legame con
la base sociale, la possibilità di avviare efficaci politiche di supporto alla base
sociale produttiva, la possibilità di farsi carico in futuro dell'acquisto diretto o
della gestione dei vigneti dei soci. |
| 2002 |
Dall'analisi della realtà dei
prodotti tipici effettuata nella tesi di laurea "I formaggi piemontesi a denominazione di
di origine protetta. Una strategia di nicchia" si è giunti alla
conclusione che questi abbiano le qualità necessarie per rappresentare il made in Italy
di elevata qualità all'estero. Per quanto riguarda il Piemonte, la nostra regione vanta
un portafoglio di prodotti, ossia formaggi tradizionali, non indifferenti, e ben nove
formaggi che hanno ottenuto la Denominazione di Origine Protetta, dando risalto alle
rispettive aree di produzione. La startegia scelta dalla regione piemontese, per
valoriazzare il suo patrimonio, è stata di puntare sulla qualità dei prodotti,
supportando l'offerta attraverso una politica di sostegno della produzione agricola,
quindi sollecitando e sostenendo la domanda id prodotti agroalimentari di qualità. Le
azioni adotatte hanno fatto in modo di incrementare il consenso del consumatore verso i
prodotti piemontesi. Dall'indagine emerge che l'interesse, da parte dei consumatori, verso
il cibo che è in grado di favorire la salute, e che rispetta l'equilibrio dell'ambiente
è molto forte, anche se si deve continuare nel lavoro finora fatto per trasformare un
potenziale cliente in un consumatore soddisfatto. |
2001 |
A seguito della
tesi nel settore vitivinicolo (La
viticoltura piemontese tra declino e rinnovamento - Analisi del settore cooperativo
attraverso il monitoraggio di specifici parametri economici e sociali) l'IRES
Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Merceologiche dell'Università
di Torino ha elaborato i risultati integrandoli con un'indagine precedentemente
svolta nel settore.
La ricerca, che si presenta come una fotografia dettagliata ed aggiornata del settore
cooperativo nell'ambito della filiera vitivinicola regionale, ha l'obiettivo di mettere in
evidenza problematiche generali e situazioni specifiche la cui conocenza può essere
utile, alle singole imprese come alle istituzioni, per disegnare le strategie future del
comparto. |
2000 |
La tesi di
laurea "La
viticoltura piemontese tra declino e rinnovamento - Analisi del settore cooperativo
attraverso il monitoraggio di specifici parametri economici e sociali" conclusasi
a fine anno ha condotto in modo dettagliato l'analisi su 53 cantine sociali da cui sono
emersi alcuni interessanti "punti di forza e di debolezza" delle imprese.
Tra i punti di debolezza:
rigidità della struttura produttiva, che si identifica nell'anzianità e nel
sovradimensionamento della stessa, con un conseguente basso grado di sfruttamento degli
impianti;
forte dipendenza della base associativa, anche in relazione alle tendenze
socio-demografiche della stessa, che porta in alcuni casi al rischio di declino della
cantina per mancato ricambio generazionale;
concorrenza derivante da altri operatori della filiera, legata soprattutto alla
differenzazione in termini di eccellenza del prodotto;
devole potere contrattuale nei confrotni degli operatori a valle nelle annate di normali o
abbondanti quantità di prodotto;
scarsa qualificazione professionale, dovuta alla piccola dimenzione aziendale;
mix distributivo scarsamente articolato, in quanto più dell'80% della produzione
viene ancora venduta sfusa;
scarsa attenzione alla promozione;
forte spirito individualistico da cui consegue una scarsa propensione alle fusioni
societarie.
Tra i punti di forza:
possibilità di avviare un processo di controllo e di miglioramento della qualità del
prodotto a partire dal vigneto, coinvolgendo i soci in piani di assistenza tecnica;
notevole miglioramento dello standard tecnologico di cantina e della qualità media dei
prodotti;
possibilità di beneficiare degli effetti positivi dovuti all'introduzione delle nuove
Doc, in quanto sono prorpio le cantine sociali, soprattutto quelle del Monferrato, ad
aver ottenuto i maggiori vantaggi dall'introduzione delle nuove Doc Langhe, Monferrato,
Piemonte e Colline Novaresi;
possibiltà di beneficiare di una particolare attenzione da parte della pubblica
amministrazione;
forte legame con la base sociale, in quanto la cantina rappresenta un mezzo per
aumentare il potere contrattuale dei produttori e il raggiungimento di economie di scala,
attraverso l'uso comune degli impianti;
possibilità di avviare efficaci politiche di supporto alla base sociale produttiva;
possibilità di farsi carico in futuro dell'acquisto diretto o della gestione dei
vigneti dei soci;
maggiore conoscenza del mercato finale.
La tesi "Granella
di mais: problematiche alla qualità e confronto tra contratti di vendita nel mondo"
iniziata in primavera e conclusasi in novembre, avviata sempre in
collaborazione con l'Istituto di Merceologia della Facoltà di Economia e Commercio, ha
esaminato diversi aspetti della produzione cerealicola con una particolare attenzione alla
evoluzione dei parametri qualitativi del contratto e alla opinione degli operatori del
mercato.
La tesi con la Facoltà di Economia e Commercio "La comunicazione per la valorizzazione dei
prodotti agroalimentari piemontesi tra ruolo dell'operatore pubblico ed esigenze delle
imprese, con particolare riferimento a quelle cooperative" conclusasi
in marzo e in cui il Consorzio ha avuto la funzione di correlatore esterno, ha posto
particolare attenzione alle politiche promozionali realizzate negli ultimi anni a livello
nazionale e regionale.
Dai risultati dell'indagine svolta emerge chiaramente come negli ultimi anni il sistema
agroalimentare abbia subito un notevole processo di trasformazione: la crescente
concorrenza dei prodotti provenienti dall'estero, il generale calo dei consumi alimentari,
l'evoluzione dei gusti e delle esigenze del mercato, sono tutti fattori che richiedono e
giustificano un più mirato ed incisivo intervento per la promozione e la valorizzazione
del prodotto locale.
Le cooperative piemontesi intervistate in riferimento alla promozione d'impresa hanno
messo in evidenza l'esigenza di interventi molto organizzati che tengano conto dei diversi
operatori presenti sul mercato, che si rivolgano per esempio anche alla grande
distribuzione, e che coinvolgano tutti i settori in cui operano le imprese.
A questo scenario appartiene però anche il consumatore che sta diventando sempre più un
"consuma-attore" richiedendo di essere informato in modo adeguato.
La promozione dei prodotti agroalimentari piemontesi, ora sostenuta con pochi fondi e
relegata a funzione di corredo nell'ambito della politica agricola deve essere elevata ad
area strategica, destinandole una parte consistente delle risorse inserite nel bilancio
del settore agricolo. |
1999 |
GestCooper per il '99 ha proposto altre due tesi di
ricerca alla Facoltà di Economia e Commercio, la prima prevede il monitoraggio dei
parametri economico sociali delle cooperative vitivinicole, con particolare riferimento
alla situazione piemontese. Nasce dall'esigenza della cantine associate di conoscere a
fondo la realtà in cui operano per valutare l'avvio di strategie aggregative.
Il secondo tema è inerente la promozione. La cooperazione agroalimentare costituisce un
anello importante tra produzione locale e mercato. Come promuovere questa "garanzia
di produzione" nei confronti del consumatore è l'obiettivo della ricerca. |
1998 |
GestCooper ha collaborato ad una Tesi di Laurea in
Economia dal titolo "L'applicazione
del Decreto Legislativo 155/97 del 26 maggio 1997 e la realizzazione dei Sistemi di
Autocontrollo dell'igiene nelle cooperative ortofrutticole. Il caso Lagnasco Frutta" che sviluppa l'argomento dell'HACCP (Hazard
Analisys and Critical Control Points) GestCooper ha inoltre proposto e sostenuto
direttamente un'altra Tesi di Laurea, punto di partenza per ulteriori approfondimenti: si
tratta della Tesi "Tra
associazionismo e imprenditoria singola: indagine sulle potenzialità aggregative
nell'orticoltura piemontese"
svolta presso il dipartimento di Merceologia della Facoltà di Economia dell'Università
di Torino. Tale lavoro, che in una prima parte analizza nel dettaglio il settore orticolo
piemontese, è sviluppato tramite un'indagine svolta presso 100 aziende piemontesi
operanti in tale comparto ed ha avuto come fine quello di valutare la volontà o meno a
creare in futuro nuove realtà associative sul territorio. I risultati sono stati in gran
parte favorevoli ad un ampliamento del modello cooperativistico (anche se esistono
naturalmente alcune differenze tra una provincia e l'altra) ed hanno fornito molti spunti
per ulteriori sviluppi sull'argomento. Il 6 febbraio 1999 GestCooper ha organizzato ad
Asti, in collaborazione con la Coldiretti di Asti, un convegno dal titolo "L'orticoltura in Piemonte: analisi e prospettive di un settore in
evoluzione" durante il quale i diversi relatori, addetti del settore
orticolo, hanno trattato i temi esposti nella tesi approfondendoli e apportando le proprie
esperienze e conoscenze. Sui "Quaderni
della Regione Piemonte - Agricoltura", n° 15, aprile 1999 tali concetti sono
stati ripresi nell'articolo " Orticoltura piemontese: le prospettive passano
attraverso un rilancio dell'associazionismo?" Gli atti del convegno sono a
disposizione di chi ne fosse interessato, contattandoci all'indirizzo info@gestcooper.it |
1996 |
GestCooper ha contribuito alla realizzazione del
"Rapporto Nomisma 1996 sull'agricoltura italiana. La
grande cooperazione agroalimentare nel nuovo scenario competitivo",
finanziato anche da alcune delle cooperative aderenti al consorzio. Il rapporto fornisce
un contributo, anche in termini di proposte, sul dibattito riguardante la cooperazione nel
settore agroalimnetare, che nel 1996 coinvolgeva oltre il 20% dell'intera produzione lorda
vendibile agricola nazionale, con 21.000 imprese e circa 330.000 addetti. GestCooper ha collaborato alla stesura della Tesi di
Laurea in Economia dell'Università di Torino "Cooperative
Ieri e oggi: nuove realtà imprenditoriali nel settore agroalimentare".
Tale lavoro analizza a fondo le dinamiche del mondo cooperativo e le caratteristiche della
società cooperativa, con particolare riguardo al settore lattiero - caseario. |
1990 |
Il consorzio ha contribuito alla realizzazione di una
ricerca nata dalla collaborazione tra l'Istituto di Ragioneria e Ricerche Economico -
Aziendali della Facoltà di Economia e l'Istituto di Economia e Politica Agraria
dell'Università di Torino e guidata dal Prof. Luigi Castellani. Argomento dell'indagine
sono le cooperative operanti nel settore agroalimentare, con
particolare riguardo all'analisi del bilancio di questo tipo di società al fine di
analizzarne le specificità gestionali ed organizzative. Da un lato lo
studio esamina il modello di azienda cooperativa, dall'altro approfondisce le dinamiche
del settore agroindustriale con particolare riguardo alle peculiarità del comparto in
Piemonte. La pubblicazione relativa a questo lavoro è "La gestione della
cooperativa agroindustriale - Il bilancio d'esercizio e la sua analisi nelle imprese
cooperative agroindustriali", Maura Campra e Valter Cantino, Assessorato
Agricoltura e Foreste della Regione Piemonte, Torino 1990. |
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