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In questo periodo siamo in attesa dell'avvio del programma legato alla legge regionale sulla cooperazione. Nelle pagine che seguono abbiamo messo a disposizione anche la modulistica regionale a supporto per l'autocertificazione.
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aggiornamento al 3
maggio 2010 |
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il servizio on-line è offerto dall'Ufficio di Bruxelles di UnionCamere Piemonte e dall´Euro Info Centre della Camera di Commercio di Torino
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Scarica la guida e la modulistica della Regione Piemonte.
Scarica i moduli che possono essere utilizzati per la presentazione delle domande in Regione Piemonte - Assessorato Agricoltura |
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Il bando per l’agroindustria è stato illustrato da un funzionario della Regione Piemonte nell’incontro che Fedagri ha organizzato mercoledì 14 maggio a Carmagnola, di fronte ad una numerosa schiera di cooperatori. Il referente regionale è entrato subito nel merito affrontando i passaggi nuovi della misura. Innanzitutto la domanda: andrà presentata per via informatica e nei tre giorni successivi inviata in forma cartacea all’ARPEA (Agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura) via Bogino 23, 10123 Torino. Non è possibile presentare il cartaceo a mano, e occorre rispettare il tempo massimo di tre giorni lavorativi tra invio informatico e invio cartaceo, pena la mancata accettazione. L’azienda per presentare la domanda deve essere iscritta all’anagrafe agricola unica. È bene controllare fin da subito se l’iscrizione è completa, in particolare anche delle coordinate IBAN richieste dal 1° gennaio. È ammessa una sola domanda di contributo per singolo richiedente, ed essa può riguardare anche più di una unità produttiva. La scadenza è il 5 settembre, dunque il cartaceo dovrà essere spedito (fa fede la data di spedizione) entro il 9 settembre. I beneficiari della misura sono le aziende che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. In base alla loro dimensione (numero di dipendenti e fatturato) possono essere microimprese, piccole, medie o intermedie. Sono escluse le imprese con più di 750 dipendenti o con fatturato superiore a 200 Meuro. Le imprese che non rientrano nella definizione di micro, piccole o medie ma hanno meno di 750 dipendenti o fatturato inferiore a 200 Meuro sono considerate “intermedie”. Definizione di micro, piccola e media impresa La spesa massima ammissibile è di 3 milioni di euro e minima di 300.000 euro, ridotta a 200.000 euro per le microimprese. Per le imprese intermedie la spesa deve rientrare tra 1 milione e 6 milioni di euro. Il finanziamento è pari al 40% della spesa ammissibile per le microimprese, le piccole e le medie; per le intermedie è il 20%. Il 60% della materia prima trasformata e commercializzata dall’impresa deve essere di origine extra-aziendale. Nel caso delle cooperative se proviene dai soci non sussistono ulteriori obblighi. Nel caso delle imprese non coop almeno il 60% della materia prima complessivamente lavorata deve essere oggetto di accordi o contratti di fornitura almeno triennale, con decorrenza dalla data di richiesta di accertamento dello stato finale dei lavori. Nel caso di coop in cui meno del 60% della materia prima lavorata proviene dai soci, occorre stipulare dei contratti per la quantità necessaria a raggiungere il limite minimo del 60%. Non c’è più il vincolo della territorialità. Il prodotto non ha limiti di provenienza. E’ stata stabilità una prima ripartizione dei fondi (30 Meuro) in funzione dei settori, con l’attribuzione al vino del 24% dei fondi disponibili, all’ortofrutta e al latte del 20% ciascuno, del 16% alla carne, del 12% a cereali e riso e dell’8% agli altri prodotti. Sono possibili compensazioni tra i fondi una volta istruite tutte le domande. Ad ogni progetto accolto sarà assegnato un punteggio in funzione dell’ubicazione dell’azienda (aree urbane, ad agricoltura intensiva e specializzata, aree rurali) e in funzione del tipo di progetto. Le principali tipologie di investimento sono: - introduzione di nuovi prodotti, processi o tecnologie finalizzate a rispondere a nuove opportunità di mercato; - impianti e tecnologie per prodotti a denominazione riconosciuta dalla UE (DOC, DOCG, IGP, DOP), sicurezza alimentare e tracciabilità; - investimenti legati a tutela dell’ambiente, risparmio energetico, riduzione di consumi idrici e prevenzione dell’inquinamento; - investimenti finalizzati ad ottenere livelli di sicurezza sul lavoro superiori a quelli previsti dalla normativa vigente; - investimenti finalizzati al recupero e allo smaltimento di rifiuti e sottoprodotti di provenienza agroindustriale, anche con finalità energetiche; - investimenti finalizzati all’utilizzo dei prodotti agricoli e forestali per la produzione di energie rinnovabili per autoconsumo. Alcuni interventi, quali gli investimenti connessi con la tutela dell’ambiente, sono ritenuti con priorità alta in tutti i settori. Molto importante nella redazione della domanda sono le “note informative sull’impresa” e la “nota informativa sul progetto”. L’azienda deve illustrare in modo chiaro gli investimenti previsti e individuare la tipologia più consona tra quelle proposte nel bando, in modo da attribuirsi correttamente i punteggi. In base ai punteggi verrà redatta una graduatoria e, qualora fosse necessario (es. per carenza di fondi), individuati degli interventi prioritari. Per definire la spesa in impianti e investimenti sono richiesti i tre preventivi di confronto. Solo nel caso di beni ad alta specializzazione o di completamenti di forniture è possibile presentare un solo preventivo con perizia giustificativa. Nel caso delle opere edili occorre il computo metrico sulla base del prezziario regionale. Sono spese ammissibili: - l’acquisto del terreno per un costo non superiore al 10% della spesa complessiva; - l’acquisto di fabbricati funzionali al progetto entro il limite del 30% della spesa complessiva; - impianti, macchine, attrezzature nuove (compresi i programmi informatici), attrezzature da laboratorio; - veicoli per trasporto di prodotto finito o semilavorato entro il 20% della spesa complessiva; - creazione di spazi destinati alla vendita dei prodotti trasformati dall’azienda solo se inseriti nello stabilimento e con una spesa massima di 200.0000 euro, a condizione che la spesa per gli altri investimenti produttivi sia maggiore o uguale a quella prevista per lo spazio vendita; - le spese generali e tecniche fino all’8% se riferite alle strutture e fino al 2,5% se riferite a macchinari, impianti e spazi vendita. Gli investimenti per la produzione di energia sono consentiti solo se finalizzati all’autoconsumo, con potenza massima complessiva di 1MW e non possono superare il 50% della spesa complessiva. E’ possibile, una volta approvato il progetto, richiedere delle varianti o degli adattamenti tecnici o tecnico-economici. L’aumento di prezzo non è considerato un adattamento tecnico-economico. E’ possibile richiedere un anticipo (fino al 20% del contributo) e acconti (fino al 90% del contributo). Non sono ammesse varianti negli ultimi sei mesi di realizzazione del progetto. Dalla fine lavori ci sono 60 giorni di tempo per presentare tutta la documentazione e la richiesta di saldo. Occorre realizzare almeno l’80% dell’investimento previsto, pena la decadenza dell’intero progetto. I lavori devono ultimare entro il 31 dicembre 2011. Gli uffici del GestCooper sono a disposizione di tutte le cooperative per le informazioni e i supporti tecnici necessari nella redazione delle pratiche. DELIBERE REGIONALI E MODULISTICA
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Con un provvedimento straordinario l’Assessorato Agricoltura ha aperto i provvedimenti della Legge Regionale 95/95 per la cooperazione e l’associazionismo agricolo di trasformazione e commercializzazione al solo settore ortofrutticolo. L’obiettivo è di favorire la concentrazione dell’offerta per cui i partecipanti al bando devono dimostrare di possedere almeno uno dei seguenti requisiti: - essere il risultato della concentrazione, avvenuta nell’ultimo quinquennio, di due o più imprese di trasformazione e commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli che svolgano in forma aggregata una o più fasi del processo produttivo; - impegnarsi a realizzare un processo di concentrazione e pervenire alla costituzione (anche attraverso processi di fusione per incorporazione) di un’impresa atta a svolgere in forma aggregata una o più fasi del processo di trasformazione e commercializzazione entro due anni dalla data di presentazione della domanda di finanziamento; - essere soci di una Organizzazioni dei Produttori ortofrutticoli; - trasformare industrialmente e commercializzare confezionato come prodotto al consumo almeno il 51% della materia prima ortofrutticola acquistata e/o conferita dai soci. Gli interventi ammessi sono: - STRUTTURE (art. 6, comma 2, lett. b) quali la costruzione e il potenziamento, la ristrutturazione e l’ammodernamento di stabilimenti produttivi per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli; - ACQUISTO MACCHINE (art. 6, comma 2, lett. c) come l’acquisto di impianti, macchinari ed attrezzature per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli; strumentazioni di laboratorio, apparecchiature informatiche (hardware e software) e telematiche; - PROGETTI COMMERCIALI E DI MARKETING (art. 6, comma 2, lett. e) aventi carattere innovativo riguardanti le strategie di prodotto (riduzione degli imballaggi, utilizzo di imballaggi ecocompatibili, etichettatura, ecc.), l’organizzazione della rete commerciale (con particolare riferimento allo sviluppo della filiera corta), le aree di mercato, i canali distributivi, la logistica e la politica promozionale (pubblicità, relazioni pubbliche, promozione delle vendite, vendita personale, ecc.). - SISTEMI DI QUALITA’ (art. 6, comma 2, lett. g) compresi l’acquisto di apparecchi e strumenti di prova, controllo e collaudo e relativi software, finalizzati alla realizzazione di sistemi di rintracciabilità nelle filiere alimentari (ISO 22005:2007) e sistemi di sicurezza alimentare (UNI 22000:2005 - BRC, GLOBALGAP…); - STUDI DI FATTIBILITA’ (art. 6 comma 3) finalizzati a processi di concentrazione d’imprese mediante fusione. La spesa massima ammissibile è di 5.000.000 euro per le strutture e i macchinari, 200.000 euro per i progetti commerciali, di marketing, e per i sistemi qualità; 15.000 euro per gli studi di fattibilità. Il contributo in conto capitale è il 35% della spesa ammessa, elevabile in alcuni casi al 40% o al 50%. Qualora il beneficiario sia un’impresa che trasforma industrialmente e commercializza confezionato come prodotto al consumo almeno il 51% della materia prima ortofrutticola acquistata e/o conferita dai soci l’importo massimo complessivo per progetto é di 3.000.000 di euro. Le domande sono aperte dal 3 giugno al 31 luglio 2008. Il termine per il completamento degli investimenti e la presentazione della documentazione per la liquidazione del contributo del progetto è stabilito al 31 dicembre 2009. Tale termine potrà essere prorogato su motivata e comprovata richiesta da parte del beneficiario fino ad un massimo di 12 mesi. Bando completo e modulistica all'indirizzo : http://www.regione.piemonte.it/cgi-bin/agri/leggi/pub/bando.cgi?id=427
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