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In questo periodo siamo in attesa dell'avvio del programma legato alla legge regionale sulla cooperazione. Nelle pagine che seguono abbiamo messo a disposizione anche la modulistica regionale a supporto per l'autocertificazione.
aggiornamento al 22 luglio 2011
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il servizio on-line è offerto dall'Ufficio di Bruxelles di UnionCamere Piemonte e dall´Euro Info Centre della Camera di Commercio di Torino
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Scarica la guida e la modulistica della Regione Piemonte.
Scarica i moduli che possono essere utilizzati per la presentazione delle domande in Regione Piemonte - Assessorato Agricoltura |
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Il bando è finalizzato a sostenere l’export del sistema produttivo piemontese favorendo una maggiore partecipazione di PMI piemontesi a manifestazioni fieristiche all’estero. Le risorse disponibili sono pari a € 1.000.000 per voucher relativi alla partecipazione ad uno o più eventi fieristici che si svolgono in Europa (Italia esclusa) ed extra-Europa. In tale ambito sono riservati: - per la prima sessione, le cui domande devono essere presentate nel periodo compreso tra il 20 gennaio 2011 ed il 28 gennaio 2011: a.1) n. 30 voucher dell’importo massimo di € 5.000 per la partecipazione ad una o più delle Fiere che si svolgono in Paesi europei individuate da CEIPiemonte in collaborazione con le Associazioni imprenditoriali; a.2) ulteriori 20 voucher dell’importo massimo di € 5.000 a PMI che ne facciano richiesta per la partecipazione ad una o più Fiere che si tengono in Paesi europei con svolgimento compreso tra il giorno successivo alla data di presentazione della domanda telematica ed il 30 giugno 2011; b.1) n. 15 voucher dell’importo massimo di € 10.000 per la partecipazione ad una o più delle Fiere che si svolgono in Paesi extraeuropei, individuate da CEIPiemonte in collaborazione con le Associazioni imprenditoriali; b.2) ulteriori 10 voucher dell’importo massimo di € 10.000 a PMI che ne facciano richiesta per la partecipazione ad una o più Fiere che si tengono in Paesi extraeuropei con svolgimento compreso tra il giorno successivo alla data di presentazione della domanda telematica ed il 30 giugno 2011; - per la seconda sessione, le cui domande devono essere presentate nel periodo compreso tra il 31 marzo 2011 ed l’8 aprile 2011: a.1) n. 30 voucher dell’importo massimo di € 5.000 per la partecipazione ad una o più delle Fiere che si svolgono in Paesi europei, individuate da CEIPiemonte in collaborazione con le Associazioni imprenditoriali; a.2) ulteriori 20 voucher dell’importo massimo di € 5.000 a PMI che ne facciano richiesta per la partecipazione ad una o più Fiere che si tengono in Paesi europei con svolgimento compreso tra il giorno successivo alla data di presentazione della domanda telematica ed il 31 dicembre 2011; b.1) n. 15 voucher dell’importo massimo di € 10.000 per la partecipazione ad una o più delle Fiere che si svolgono in Paesi extraeuropei, individuate da CEIPiemonte in collaborazione con le Associazioni imprenditoriali; b.2) ulteriori 10 voucher dell’importo massimo di € 10.000 a PMI che ne facciano richiesta per la partecipazione ad una o più Fiere che si tengono in Paesi extraeuropei con svolgimento compreso tra il giorno successivo alla data di presentazione della domanda telematica ed il 31 dicembre 2011.
A questi andranno ad aggiungersi eventuali voucher non assegnati nella prima sessione.
Ciascuna impresa può presentare una sola domanda per accedere ai voucher Europa (a.1 o a.2) ed una sola domanda per accedere ai voucher extra-Europa (b.1 o b.2). Spese ammissibili Sono considerate ammissibili le spese sostenute (fatturate e quietanzate) dopo la presentazione della domanda telematica e relative alla sola linea indicata in domanda (Es. a.1 o a.2 – b.1 o b.2). In particolare sono finanziabili le spese riguardanti:
Forma ed entità dell’agevolazione L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto (voucher), fino alla concorrenza del 100% delle spese ammissibili, per un importo massimo di € 5.000 (per le fiere in Paesi europei) o € 10.000 (per le fiere in Paesi extraeuropei) per la partecipazione ad uno o più eventi fieristici che si svolgano rispettivamente in Paesi europei o extraeuropei nei periodi di riferimento e per ciascuna finestra di presentazione;
Procedure Le domande dovranno essere compilate secondo il modulo reso disponibile in ambiente telematico e compilate per via telematica seguendo l’apposita procedura. Sono previste due sessioni per presentare le domande:
Entro cinque giorni lavorativi successivi all’invio telematico, le domande dovranno essere confermate da originale cartaceo, con apposizione di una marca da bollo del valore di 14,62 € ogni 4 pagine, esclusivamente tramite raccomandata A/R o corriere espresso autorizzato a Finpiemonte S.p.A., Galleria San Federico 54 – 10121 Torino.
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Il bando per l’agroindustria è stato illustrato da un funzionario della Regione Piemonte nell’incontro che Fedagri ha organizzato mercoledì 14 maggio a Carmagnola, di fronte ad una numerosa schiera di cooperatori. Il referente regionale è entrato subito nel merito affrontando i passaggi nuovi della misura. Innanzitutto la domanda: andrà presentata per via informatica e nei tre giorni successivi inviata in forma cartacea all’ARPEA (Agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura) via Bogino 23, 10123 Torino. Non è possibile presentare il cartaceo a mano, e occorre rispettare il tempo massimo di tre giorni lavorativi tra invio informatico e invio cartaceo, pena la mancata accettazione. L’azienda per presentare la domanda deve essere iscritta all’anagrafe agricola unica. È bene controllare fin da subito se l’iscrizione è completa, in particolare anche delle coordinate IBAN richieste dal 1° gennaio. È ammessa una sola domanda di contributo per singolo richiedente, ed essa può riguardare anche più di una unità produttiva. La scadenza è il 5 settembre, dunque il cartaceo dovrà essere spedito (fa fede la data di spedizione) entro il 9 settembre. I beneficiari della misura sono le aziende che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. In base alla loro dimensione (numero di dipendenti e fatturato) possono essere microimprese, piccole, medie o intermedie. Sono escluse le imprese con più di 750 dipendenti o con fatturato superiore a 200 Meuro. Le imprese che non rientrano nella definizione di micro, piccole o medie ma hanno meno di 750 dipendenti o fatturato inferiore a 200 Meuro sono considerate “intermedie”. Definizione di micro, piccola e media impresa La spesa massima ammissibile è di 3 milioni di euro e minima di 300.000 euro, ridotta a 200.000 euro per le microimprese. Per le imprese intermedie la spesa deve rientrare tra 1 milione e 6 milioni di euro. Il finanziamento è pari al 40% della spesa ammissibile per le microimprese, le piccole e le medie; per le intermedie è il 20%. Il 60% della materia prima trasformata e commercializzata dall’impresa deve essere di origine extra-aziendale. Nel caso delle cooperative se proviene dai soci non sussistono ulteriori obblighi. Nel caso delle imprese non coop almeno il 60% della materia prima complessivamente lavorata deve essere oggetto di accordi o contratti di fornitura almeno triennale, con decorrenza dalla data di richiesta di accertamento dello stato finale dei lavori. Nel caso di coop in cui meno del 60% della materia prima lavorata proviene dai soci, occorre stipulare dei contratti per la quantità necessaria a raggiungere il limite minimo del 60%. Non c’è più il vincolo della territorialità. Il prodotto non ha limiti di provenienza. E’ stata stabilità una prima ripartizione dei fondi (30 Meuro) in funzione dei settori, con l’attribuzione al vino del 24% dei fondi disponibili, all’ortofrutta e al latte del 20% ciascuno, del 16% alla carne, del 12% a cereali e riso e dell’8% agli altri prodotti. Sono possibili compensazioni tra i fondi una volta istruite tutte le domande. Ad ogni progetto accolto sarà assegnato un punteggio in funzione dell’ubicazione dell’azienda (aree urbane, ad agricoltura intensiva e specializzata, aree rurali) e in funzione del tipo di progetto. Le principali tipologie di investimento sono: - introduzione di nuovi prodotti, processi o tecnologie finalizzate a rispondere a nuove opportunità di mercato; - impianti e tecnologie per prodotti a denominazione riconosciuta dalla UE (DOC, DOCG, IGP, DOP), sicurezza alimentare e tracciabilità; - investimenti legati a tutela dell’ambiente, risparmio energetico, riduzione di consumi idrici e prevenzione dell’inquinamento; - investimenti finalizzati ad ottenere livelli di sicurezza sul lavoro superiori a quelli previsti dalla normativa vigente; - investimenti finalizzati al recupero e allo smaltimento di rifiuti e sottoprodotti di provenienza agroindustriale, anche con finalità energetiche; - investimenti finalizzati all’utilizzo dei prodotti agricoli e forestali per la produzione di energie rinnovabili per autoconsumo. Alcuni interventi, quali gli investimenti connessi con la tutela dell’ambiente, sono ritenuti con priorità alta in tutti i settori. Molto importante nella redazione della domanda sono le “note informative sull’impresa” e la “nota informativa sul progetto”. L’azienda deve illustrare in modo chiaro gli investimenti previsti e individuare la tipologia più consona tra quelle proposte nel bando, in modo da attribuirsi correttamente i punteggi. In base ai punteggi verrà redatta una graduatoria e, qualora fosse necessario (es. per carenza di fondi), individuati degli interventi prioritari. Per definire la spesa in impianti e investimenti sono richiesti i tre preventivi di confronto. Solo nel caso di beni ad alta specializzazione o di completamenti di forniture è possibile presentare un solo preventivo con perizia giustificativa. Nel caso delle opere edili occorre il computo metrico sulla base del prezziario regionale. Sono spese ammissibili: - l’acquisto del terreno per un costo non superiore al 10% della spesa complessiva; - l’acquisto di fabbricati funzionali al progetto entro il limite del 30% della spesa complessiva; - impianti, macchine, attrezzature nuove (compresi i programmi informatici), attrezzature da laboratorio; - veicoli per trasporto di prodotto finito o semilavorato entro il 20% della spesa complessiva; - creazione di spazi destinati alla vendita dei prodotti trasformati dall’azienda solo se inseriti nello stabilimento e con una spesa massima di 200.0000 euro, a condizione che la spesa per gli altri investimenti produttivi sia maggiore o uguale a quella prevista per lo spazio vendita; - le spese generali e tecniche fino all’8% se riferite alle strutture e fino al 2,5% se riferite a macchinari, impianti e spazi vendita. Gli investimenti per la produzione di energia sono consentiti solo se finalizzati all’autoconsumo, con potenza massima complessiva di 1MW e non possono superare il 50% della spesa complessiva. E’ possibile, una volta approvato il progetto, richiedere delle varianti o degli adattamenti tecnici o tecnico-economici. L’aumento di prezzo non è considerato un adattamento tecnico-economico. E’ possibile richiedere un anticipo (fino al 20% del contributo) e acconti (fino al 90% del contributo). Non sono ammesse varianti negli ultimi sei mesi di realizzazione del progetto. Dalla fine lavori ci sono 60 giorni di tempo per presentare tutta la documentazione e la richiesta di saldo. Occorre realizzare almeno l’80% dell’investimento previsto, pena la decadenza dell’intero progetto. I lavori devono ultimare entro il 31 dicembre 2011. Gli uffici del GestCooper sono a disposizione di tutte le cooperative per le informazioni e i supporti tecnici necessari nella redazione delle pratiche. DELIBERE REGIONALI E MODULISTICA
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