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FEDAgri |
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La cooperazione agricola in Piemonte ha avuto ed ha tuttora un ruolo indiscusso nel raccogliere e concretizzare le istanze socio economiche dei singoli produttori. Il modello cooperativo dimostra di saper realizzare i propri obiettivi, alla ricerca continua di possibilità di sviluppo economico delle aree in cui si trova ad operare, difendendo il reddito degli imprenditori agricoli associati e confrontandosi con le realtà agroindustriali esistenti sul territorio. La Federazione Regionale delle Cooperative agricole ed agroalimentari determina le linee politico sindacali ed organizzative del settore agricolo ed agroalimentare, cura la promozione, l'assistenza ed i servizi necessari allo sviluppo delle imprese cooperative associate e svolge un'azione di rappresentanza e di tutela della propria base sociale nei confronti delle Istituzioni, delle altre Organizzazioni operanti nello stesso settore nonché di Enti ed Organismi regionali, nazionali e comunitari. |
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Mercoledì 26 maggio 2010
il consiglio di Fedagri ConfCooperative Piemonte ha incontrato l’Assessore
Regionale all’Agricoltura, Caccia, Pesca e Foreste Claudio Sacchetto per
presentare ufficialmente il mondo della cooperazione.
Fedagri
rappresenta 230 cooperative con 800 milioni di euro di fatturato.
Zootecnia
Vitivinicolo
Ortofrutta
Forestazione e multifunzionalità
Lattiero-caseario
Cereali
La Federazione non ha portato
all’assessore una “lista della spesa” ma la disponibilità a collaborare in
maniera proficua per tutelare l’interesse dell’impresa agricola
rappresentata dalla cooperazione. Link alla notizia sul sito di ConfCooperative Nazionale
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Marzo 21010 Maurizio Gardini è stato riconfermato per acclamazione Presidente di Fedagri-Confcooperative dall’Assemblea elettiva dei soci tenutasi il 24 marzo a Roma che ha visto la partecipazione di oltre 300 cooperatori in rappresentanza delle 3.532 cooperative aderenti. Maurizio Gardini, 50 anni, forlivese, laurea in Scienze Agrarie, ha incarichi di responsabilità in alcune delle più importanti imprese cooperative agroalimentari italiane. Riveste dal 2000 la carica di Presidente di Conserve Italia, la più grande cooperativa europea nel settore della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, è inoltre presidente di Confcooperative Emilia Romagna e di Fondosviluppo S.p.A., società che opera per lo sviluppo e la promozione della cooperazione.
L’assemblea elettiva dei soci ha eletto anche i Presidenti dei
Comitati di settore di Fedagri: Adriano Orsi
(vitivinicolo), Davide Vernocchi (ortofrutticolo),
Tommaso Mario Abrate (lattiero-caseario), Giovanni Rizzo
(agricoli e servizi), Giovanni Bettini (zootecnico) e
Gasper Talucci (forestazione).
Tommaso Mario Abrate è stato riconfermato alla presidenza di Fedagri Piemonte Ecco un reportage dell'assemblea di venerdì 19 febbraio
Ecco i dati aggiornati al 2010 sulle cooperative aderenti alla Federazione:
Il ruolo di Fedagri Piemonte Fedagri Piemonte rappresenta 242 cooperative con un fatturato complessivo che sfiora i 750 milioni di euro e a cui aderiscono 31.000 aziende agricole piemontesi, numeri che evidenziano la centralità della cooperazione agricola per l’economia della nostra regione e il grande investimento a presidio del territorio esercitato dai cooperatori piemontesi. Il Piemonte si colloca come una delle regioni di punta, al terzo posto, nella vendita diretta di ConfCooperative: sono 150 i punti vendita e gli spacci gestiti direttamente dalle cooperative. Al marchio nazionale “Qui da Noi” nella nostra regione sarà associato il marchio “Saporipiemontesi”, già attivo nella Rete per la vendita on line dei prodotti delle cooperative. Le cooperative agricole operano esclusivamente con i prodotti provenienti dai propri soci e garantiscono un utile presidio del territorio. La filiera corta, da sempre adottata da molte cooperative, è elemento da valorizzare, ugualmente è innegabile che la sostenibilità economica complessiva dell’agricoltura, e delle cooperative agricole, poggi su più pilastri e non possa escludere il rapporto con la grande distribuzione. La crisi economica attuale investe pesantemente il settore agricolo e colpisce anche la cooperazione, che tuttavia mostra una capacità di tenuta superiore alle altre forme di impresa. La cooperazione è infatti lo strumento per la valorizzazione del lavoro dei soci, che ottengono una remunerazione del prodotto conferito mediamente superiore a quanto singolarmente essi otterrebbero dal mercato. Fedagri Piemonte offre ai soci da sempre servizi tecnici, di assistenza e di tutela attraverso la rappresentanza. Fedagri agevola i processi di fusione tra cooperative laddove utili per il raggiungimento di una maggiore efficienza e favorisce azioni di sistema.
ASSEMBLEA REGIONALE FEDAGRI PIEMONTE Venerdì 4 dicembre alle ore 9.15
presso la sala convegni della
Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant’Albano Stura
Il 4 dicembre 2009 a Carmagnola si è tenuta l’assemblea di Fedagri Piemonte con la partecipazione di numerose cooperative attraverso soci molto attenti a quanto esposto dai qualificati relatori. L’ispirazione della cooperativa rimane il territorio e il socio è al centro dell’impresa, ha esordito l’attuale presidente Abrate invitando il professor Canali di Piacenza ad illustrare la relazione sulla democrazia economica. Il valore dell’autogestione democratica della forma cooperativa costituisce un richiamo per tutti ad una maggiore assunzione di responsabilità e deve essere riconosciuto. La cooperazione agroalimentare mostra una maggiore capacità di tenuta pur subendo anch’essa i contraccolpi della crisi: in media le cooperative negli ultimi anni sono riuscite a remunerare il prodotto conferito dai soci fino al 20% in più rispetto a quello che i singoli produttori otterrebbero dal mercato. La concentrazione dell’offerta, la capacità di programmazione sul medio periodo, la ricerca attenta di una qualità elevata del prodotto, di cui è garantito ai soci il ritiro, la commercializzazione, sono alcuni dei vantaggi del modello cooperativo. Elemento cruciale del futuro saranno le risorse umane che partendo da un contesto territoriale dovranno individuare strategie di competizione nella lettura dei diversi mercati. Il dott. Gardini, neo presidente della Fedagri nazionale, ha esordito dicendo che nell’agricoltura che verrà non ci sarà posto per tutti ma solo per coloro che sanno organizzare le aziende e dare loro dignità con una risposta all’unica domanda: il reddito. Reddito che non ha colore e che può derivare da filiere di diverse lunghezze. Ha ricordato che le cooperative sono state costituite per dare reddito, dignità e prospettiva al lavoro dei soci e per continuare a fare questo devono essere supportate da una politica di certezze e di regole. Ha annunciato un progetto di Fedagri a supporto delle imprese per affrontare l’attuale crisi che è di natura strutturale e congiunturale. Ha dato appuntamento a tutti per il 20 marzo 2010 a Roma all’assemblea nazionale dove sarà esposta in dettaglio la nuova strategia di rilancio.
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Fedagri incontra l’Assessore all’Agricoltura La cooperazione strumento per fronteggiare la crisi in agricoltura Lunedì 31 agosto 2009 una delegazione di Confcooperative Piemonte ha incontrato l’assessore regionale all’agricoltura Mino Taricco. La cooperazione agroalimentare e lo stato di crisi del settore sono stati i temi affrontati nel corso della riunione. “Nell’attuale grave emergenza che investe tutti i comparti agricoli - ha affermato il presidente di Confcooperative Piemonte Giovenale Gerbaudo – dalla frutta al lattiero caseario l’impresa cooperativa, in quanto forma importante di aggregazione dei singoli produttori, riveste un ruolo strategico. Confcooperative riafferma, se ve ne fosse bisogno, il proprio compito di rappresentanza delle cooperative, perché se ne colga il valore economico ma anche sociale e culturale, in grado di contrastare l’individualismo imperante, di cui la crisi globale è evidentemente drammatica conseguenza”. Tommaso Mario Abrate, presidente di Fedagri Piemonte, la federazione che raggruppa in Confcooperative 246 cooperative agricole, ha illustrato all’assessore Taricco i progetti di sviluppo e di promozione della cooperazione con cui Fedagri vuole fronteggiare la crisi: “Le nostre cooperative associano 30.000 aziende agricole, con un fatturato superiore agli 800 milioni di euro. La cooperazione agroalimentare è un settore vitale dell’economia piemontese, che va sostenuto in questo momento così grave”. L’assessore Mino Taricco ha ribadito l’impegno del proprio assessorato per il sostegno dell’agricoltura e ha riconosciuto l’importanza dello strumento cooperativo per associare i produttori e per la valorizzazione del prodotto. Presenti all’incontro anche il segretario regionale di ConfCooperative Giancarlo Berta e il segretario di Fedagri Piemonte Domenico Sorasio, che ha analizzato i contenuti dei progetti di Fedagri, orientati a sostenere lo sviluppo e la diversificazione delle attività delle cooperative, attraverso la redazione di piani fattibilità, il rafforzamento della capitalizzazione, l’aggregazione tra cooperative e infine azioni di sistema per la promozione dei prodotti.
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Scegli la
cooperazione agroalimentare scarica il depliant informativo sull'attività della Federazione Stampato in occasione di Campus- La nuova agricoltura il depliant illustra l'attività della Federazione, spiega l'importanza della realtà cooperativa e porta a conoscenza il pubblico dei vari settori in cui la cooperazione agroalimentare è attiva. A Campus 2009 c'eravamo anche noi!
Assemblea
programmatico-organizzativa Eravamo proprio tanti!...venerdì 30 gennaio all’assemblea Fedagri. Il Presidente Abrate ha aperto l’assemblea sottolineando che l'attuale situazione di crisi, che investe anche il Piemonte, induce a una riflessione approfondita anche i nostri imprenditori. Oggi più che mai si sente la responsabilità di tutelare e sostenere il comparto agroalimentare, fattore fondamentale di sviluppo dell'economia piemontese, mettendo in campo azioni a sostegno delle associate. Il modello cooperativo è in grado di rafforzare la posizione degli operatori agricoli sul mercato: l'attuale imprenditoria associata in forma cooperativa sta mostrando infatti la sua funzione anticiclica. La Federazione oggi associa 230 cooperative per un totale di 25.000 soci e 716 Milioni di euro di fatturato. Numeri di tutto rispetto nel panorama piemontese a cui l’Assessore regionale all’agricoltura ha ricordato l’importanza per il comparto agricolo di mantenere sempre alti i livelli di sicurezza alimentare e di sapersi confrontare su tematiche nuove quali l’ambiente, l’energia, la sostenibilità, per reggere il confronto con gli altri settori anche e soprattutto in sede comunitaria. Non dimentichiamo che circa metà del bilancio UE è dedicato all’agricoltura. Risorse queste che sono destinate a ridursi, come ci ha spiegato il professor Sotte dell’Università di Ancona. Con l’attuazione di quanto emerso dall’Health Check (lo stato di salute) della PAC il disaccoppiamento degli aiuti in agricoltura è pieno e riguarda tutti i settori. Gli economisti prevedono una contrazione degli aiuti al pagamento diretto, che trova sempre meno giustificazioni in un dibattito a livello comunitario. E’ probabile che, oltre a ridursi, parte delle risorse confluiranno sul cosiddetto “secondo pilastro” e cioè sugli aiuti alla diversificazione e a modelli di sviluppo rurale che in futuro potrebbero interessare la biodiversità, la bioenergia, le risorse idriche. Il direttore della Fedagri romana ha ricordato che non solo le cooperative sanno reggere nei momenti di crisi ma che spesso proprio questi sono i periodi in cui bisogna pensare a soddisfare le richieste di mercati emergenti, o nuove modalità di fornitura dei prodotti. Il Presidente regionale di ConfCooperative ha poi sottolineato quanto sia importante spendere la carta del “made in italy” in questo periodo. Un valore aggiunto dato dall’origine del prodotto che le cooperative di trasformazione posseggono pienamente. Ha sottolineato inoltre come questa crisi abbia anche un risvolto relazionale la cui importanza viene troppo spesso offuscata. Sono le persone che determinano l’etica aziendale, e dalle persone occorre ripartire.
Chiuso l’Health Check, apriamo una riflessione sulla PAC per dopo il 2013 - di Franco Sotte Scenari agroalimentari e rurali: tra turbolenze e nuove sfide - IRES Piemonte
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Le attività di Fedagri Piemonte
Riflessioni del presidente di Fedagri Tommaso Mario ABRATE in seguito al confronto tra i vari componenti della filiera zootecnica avvenuto il 15 ottobre 2008 a Cuneo
Merita
brevemente ritornare sull’importante Giornata regionale di confronto
“Allevare in Piemonte, Le prospettive della zootecnia da carne”, promossa
dalla Regione Piemonte e svoltasi mercoledì 15 ottobre u.s. presso il MIAC
di Cuneo, nell’ambito della quale sono state illustrate situazioni e
proposte relative alle 5 principali filiere della carne piemontese (bovina,
suinicola, avicola, cunicola, ovicaprina). A ragione l’Assessore
all’Agricoltura della Regione, Mino Taricco, ha manifestato, al termine dei
lavori, la sua soddisfazione per gli esiti dell’incontro, non senza aver
indicato il percorso di approfondimento che riguarderà specificamente nei
prossimi mesi le 5 filiere e che si dovrà tradurre - queste le sue parole -
“entro l’anno prossimo in provvedimenti concreti”. E’ da questa
significativa affermazione dell’Assessore Taricco che vorrei partire,
riprendendo e sviluppando le riflessioni che, come FEDAGRI-Piemonte, abbiamo
presentato nel corso dell’iniziativa. Il mio argomentare utilizza, altresì,
alcuni rilevanti spunti contenuti nelle 3 relazioni introduttive della
Giornata, tenute dal Dr C. Federici, responsabile unità mercati dell’ISMEA,
dal Dr S. Aimone, ricercatore dell’IRES-Piemonte, e dal Dr G. Corgiat Loia,
Direttore generale dell’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte. Il
Dr Federici, nel trattare dell’evoluzione e delle prospettive del mercato
delle carni, ha sostenuto, in sede di conclusioni, che “mai come ora, il
sistema produttivo delle carni ha bisogno di riorientarsi al mercato,
segmentando il prodotto in base alle diverse caratteristiche della domanda
(interna ed estera), e di governare il mercato, creando sistema attraverso
una rete di imprese”. Il Dr Aimone, che ha esaminato con i punti di forza e
di criticità delle filiere della carne in Piemonte, ha affermato a più
riprese che le stesse filiere hanno bisogno “di azioni di sistema” e
“richiedono coordinamento”. Il Dr Corgiat Loia, da parte sua, ha
sottolineato l’importanza di tener conto nelle politiche di intervento dei
valori di riferimento della zootecnia da carne regionale, nei suoi aspetti
legati alla tracciabilità, alle abitudini di consumo ed alla tutela
ambientale. Ora, avendo in mente quanto sostenuto dai 3 relatori, nonché gli
interventi dei rappresentanti delle singole filiere, ho tratto dal
dispiegarsi della Giornata alcune riflessioni, sintetizzate nel modo
seguente:
Ciò detto
per quanto inerisce alla fase primaria, sia consentita qualche
considerazione che riguarda essenzialmente, sebbene non esclusivamente, la
problematica dei mercati a valle dell’agricoltura: Viceversa, rapporti continuativi tra le imprese delle diverse filiere regionali hanno come ricaduta non trascurabile quella di favorire le economie di scala e di scopo, di attenuare i costi di transazione, di ridurre i costi di trasporto delle merci, di consentire il contenimento del prezzo al consumo dei prodotti finiti, di fidelizzare verso i prodotti regionali i consumatori, di rendere più fattibili ormai non rinviabili operazioni di internazionalizzazione. FEDAGRI-Piemonte auspica che dalla Giornata regionale di confronto “Allevare in Piemonte” emergano importanti prospettive di sviluppo della zootecnia da carne piemontese, ma è consapevole, non meno, ritengo, di tutti gli altri attori dei diversi comparti regionali, che tali prospettive saranno fondate solo se nell’ambito delle diverse, e per ora incompiute, filiere regionali emergeranno, in modo diffuso, rapporti di sistema, di natura orizzontale e verticale, tra le imprese. Insomma, tocca ammetterlo: la mancata o l’insufficiente organizzazione è il reale fattore limitante dello sviluppo delle filiere da carne regionali; diversamente, in termini positivi, l’organizzazione delle filiere zootecniche rappresenta il loro fattore critico di successo. E’ l’organizzazione il solo modo/strumento per elevare la capacità competitiva di sistema della zootecnia da carne piemontese e per postulare - sia detto con forza - un’adeguata remunerazione del prodotto degli allevatori. Quello organizzativo è problema che non sfugge alla Cooperazione agroalimentare non foss’altro perché essa è, a tutti gli effetti, “agricoltura organizzata”, che ha il suo baricentro nell’imprescindibile missione di valorizzazione della materia prima conferita dai soci. Un lavoro inedito, continuativo, fatto di approssimazioni successive, attende, dunque, i rappresentanti delle diverse filiere zootecniche da carne regionali, distribuzione e catering compresi; all’uopo, appare decisivo che gli incontri di filiera di prossima convocazione abbiano carattere di concretezza, prendendo a riferimento innanzitutto “il prodotto/i prodotti”, attorno al quale od ai quali costruire, come accennato, politiche di alleanza. Dette politiche si devono tradurre in piani e progetti relativi, secondo i casi e le necessità, ad iniziative di natura strutturale (produttiva e trasformativa in senso stretto), commerciale, contrattuale (per cessione ed acquisto prodotti), sperimentale, promozionale, ecc.. Per il vero, in Piemonte non mancano esempi concreti di collaborazione di tipo orizzontale e verticale nella zootecnia da carne piemontese. Posso assicurare che le Cooperative aderenti a FEDAGRI-Piemonte ed operanti nelle diverse filiere parteciperanno ai citati incontri con piena disponibilità al confronto ed alla collaborazione, perché emergano progetti condivisi per le singole filiere.
Stimo,
ancora, che a seguito di proposte concrete, organizzate, secondo i casi, per
filiere agroalimentari territoriali o per distretti agroalimentari di
qualità, la Regione Piemonte - l’Assessore Taricco ha fornito a Cuneo
importanti rassicurazioni in merito - saprà dar vita in tempi stretti ad un
“primo”, organico programma pubblico di intervento, adeguato alla bisogna
per risorse finanziarie ed azioni previste, potendosi trarre spunto da
misure e strumenti di attuazione del PSR 2007-2013, dalla legge regionale
n. 95/95 “Interventi per lo sviluppo del sistema agroindustriale
piemontese”, dalla Legge regionale n. 23 del 13 ottobre 2004 “Interventi per
lo sviluppo e la promozione della cooperazione”, ecc.. D’altronde, non è da
escludere, in tale contesto, l’attivazione di intese di filiera, di
contratti quadro e di altri strumenti di integrazione di filiera di cui al
Decreto Legislativo 27 maggio 2005, n. 102, "Regolazioni dei mercati
agroalimentari, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera e), della legge 7
marzo 2003, n. 38". E’ opportuno ricordare, al riguardo che, per esempio, le
intese di filiera hanno lo scopo di favorire l'integrazione di filiera e la
valorizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari, tenendo conto degli
interessi della filiera e dei consumatori, e possono definire:
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La mostra aperta
al pubblico dal 4 al 20 aprile 2008 presso l'Accademia Albertina di Belle Arti
di Torino e dal 9 maggio al 25 maggio 2008 a Pallazzo Botton di Castellamonte
La mostra è
completata da un catalogo con fotografie delle opere degli artisti e degli
studenti
dell'Istituto d'arte di Castellamonte, delle cooperative, dei prodotti e con
una ricerca letteraria e filosofica sulla cooperazione. |
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L’assemblea primaverile è stata convocata per discutere alcuni provvedimenti che nei prossimi mesi incideranno parecchio sul mondo agricolo: - l’attuazione del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, tanto atteso e ora di imminente operatività;
- la comunicazione della Commissione Europea sullo stato di salute della PAC che prospetta un processo di ulteriore rinnovamento (si veda GCinforma n. 3 del 7 febbraio 2008). L’occasione di confronto è stata utile anche per far conoscere le esigenze del mondo agricolo a ConfCooperative Piemonte che ha programmato per il 18 marzo l’Assemblea Regionale elettiva degli organi sociali per il prossimo quadriennio. All’incontro ha partecipato la Dr.ssa Fabiola di Loreto, direttore di Fedagri ConfCooperative Roma, Giovenale Gerbaudo Presidente di ConfCooperative Piemonte, l’Assessore all’Agricoltura Mino Taricco. I contributi alla discussione sono a vostra disposizione:
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“Sua Eccellenza il Piemonte” viaggio attraverso i percorsi enogastronomici Piemontesi alla scoperta delle eccellenze della Cooperazione.
“La nostra associazione rappresenta nella regione una realtà consistente di
imprese agricole – ha spiegato il presidente di Fedagri Piemonte Tommaso
Mario Abrate – si sfiora infatti la cifra di 25 mila aziende, che sono
associate in 216 cooperative, con un fatturato di oltre 655.021.185 euro”.
Il presidente Tommaso Mario Abrate ha ricordato a tutti l’impegno profuso dalla Federazione per trovare, suggerire, tenere desta l’attenzione sul mondo cooperativo. Nel tempo la Federazione si è attrezzata con diversi “strumenti”:
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per la promozione
continua la mostra itinerante sulle immagini della cooperazione “Scatti
d’Autore”, e l’e-commerce con “SaporiPiemontesi”. Per i servizi, alla struttura consolidata del GestCooper, a cui si demanda l’assistenza legislativa e gestionale, l’informazione, i progetti di sviluppo e ricerca, la formazione e la consulenza sui sistemi di gestione e qualità, negli ultimi anni si è affiancato il centro di assistenza agricola che ha preso forma nella SAP s.r.l. società di servizi a cui è affidata anche l’assistenza e la gestione rifiuti. * INOQ è operante da quasi una decina di anni nel campo della certificazione di prodotto e per il controllo della qualità. Sportello di CSQA certificazioni per il nord-ovest, INOQ è una costola “storica” della Federazione. * Ultimo nato in casa ConfPiemonte, a cui Fedagri ha fornito tutti i supporti necessari per intraprendere un cammino che si auspica fruttuoso, è il CERP consorzio che svolge la consulenza per l’impiego di fonti rinnovabili e per il risparmio energetico. Ma a Fedagri quante cooperative aderiscono e in quali settori operano?
Ecco i dati aggiornati al 2006 sulle cooperative aderenti alla Federazione: 216 cooperative di cui:
(* sono anche cooperative di produzione e
lavoro che operano in campo agroforestale) Il fatturato delle cooperative Fedagri ammonta a 655.021.185 euro e deriva da:
I soci aderenti sono 24.957 (alcune aziende possono aderire a più di una cooperative) così suddivisi tra i settori:
Le cooperative danno lavoro a 1.419 persone di cui:
Ortofrutticolo e cerealicolo sono due comparti molto simili come aziende coinvolte, personale impegnato e fatturato, diverse invece le cantine che sono le più numerose ma con uno sviluppo economico inferiore. Le lattiero casearie hanno un buon sviluppo economico e impegnano parecchio personale. Le forestali hanno un notevole impegno di manodopera se rapportato al fatturato, anche perchè in alcuni casi si configurano come cooperative di produzione e lavoro, dunque con soci lavoratori, cosa non comune nel comparto agricolo. Da non sottovalutare l’importanza economica derivante dalle imprese operanti nei settori agricoli più svariati: stalle sociali, conduzione associata, agriturismo, miele, servizi commerciali, florovivaistiche. Due funzionari dell’assessorato agricoltura (Bottaro e Favot) hanno esposto in modo preciso e chiaro le possibilità future in materia di aiuti di stato (interventi con fondi ministeriali e regionali) e anche la possibilità per le imprese di avere sostegni all’interno di un massimale (detto “de minimis”) anche da fondi non agricoli senza che questi aiuti debbano accedere a processi di notifica nei confronti della UE. Se da un lato le cooperative di trasformazione vengono paragonate a quelle industriali e possono usufruire di nuovi interventi, dall’altro lato manca ancora la certezza di poter continuare a contare su agevolazione quali anticipo conferenti o credito di conduzione. Su questo ultimo punto è stata ipotizzata la possibilità di riunire gli interventi in uno solo e inserirli proprio nel massimale dei 200.000 euro in tre anni, cosiddetto “de minimis”. Siamo però in fase di cambiamento delle regole, le indicazioni comunitarie devono infatti essere riviste alla luce anche dell’avvio del nuovo programma di sviluppo rurale. In assenza dell’Assessore, all’assembla ha partecipato il nuovo direttore dell’assessorato dott. Corgiat (nome noto perché è stato dirigente alla Sanità per molto tempo) che ha definito il programma di sviluppo rurale un ”documento di opportunità” sottolineando due aspetti: l’inevitabile variazione di alcune misure in quanto la commissione europea che lo sta esaminando è molto probabile che richieda delle integrazioni; e, una volta approvato, l’importanza che avrà l’ente territoriale nella definizione dei bandi. E’ una partita aperta sulla quale, da parte di tutti, occorre ancora parecchio impegno. Per un approfondimento del tema sono state messe a disposizione delle schede informative sulle principali misure. L’assemblea si è conclusa verso le 13 con l’intervento di Gerbaudo, presidente di ConfCooperative Piemonte che ha ricordato come le imprese si trovino ogni giorni impegnate a mantenere la loro autonomia economica tra commodities, prodotti ad alto valore aggiunto, multifunzionalità e ora anche agroenergie. La somma di tutte le strategie di impresa rende importante il modello cooperativo, che non si affida ad una unica soluzione, ma continua a ricercare il percorso ottimale per ogni settore tenendo saldo il legame con il territorio.
* NUOVI FINANZIAMENTI - Sulla legge regionale n. 23/04 vi è la possibilità di accedere ai finanziamenti in conto interesse (per acquisto macchine e attrezzature) e a fondo perduto (per consulenze) tratti dal fondo di rotazione regionale. E’ una nuova opportunità per le imprese della trasformazione agroalimentare, pertanto, appena ci sarà l’approvazione ufficiale della modulistica verrà inserita sul sito insieme a tutti i dettagli del provvedimento (al momento può essere utile ripassare le tipologie di intervento dettagliate sul GCinforma n. 16 del 18 luglio). Gli uffici sono a disposizione fin da subito per ragguagli tecnici e approfondimenti. * PSR: A CHE PUNTO SIAMO? A fine ottobre è stato finalmente approvato lo stanziamento previsto per il Piemonte: 367,166 Meuro. La percentuale dei fondi riservati alla nostra regione è maggiore che nella programmazione precedente, ma dato che si sono ridotti i soldi a disposizione complessivamente, otteniamo qualche Meuro in meno rispetto al periodo 2000-2006. Inoltre una parte dei fondi nuovi sono già impegnati per le misure cosiddette “in transizione”, cioè quelle misura aperte sia sul vecchio PSR che sul nuovo la cui erogazione non viene interrotta nel passaggio tra le programmazioni, anche se potranno essere modificate in futuro. Le linee nazionali sottolineano l’importanza di modulare gli interventi sulla base dei fabbisogni individuati a livello territoriale su quattro tipi diversi di aree: poli urbani; aree rurali ad agricoltura intensiva; aree rurali intermedie; aree rurali con problemi complessivi di sviluppo. La Regione deve ora definire il Programma di Sviluppo Regionale sulla base delle linee nazionali e inoltrarlo a Bruxelles. Quando questo avverrà? Sembra a breve. Fedagri di ConfCooperative attende il normale iter di concertazione che sembra invece tardare. E’ per questo che pochi giorni fa ha scritto all’Assessore all’agricoltura per fargli presente le ragioni del mondo cooperativo sulla nuova programmazione. Ci si aspetta come risposta un rapido coinvolgimento da parte dell’ente nel confronto sul programma in elaborazione. * CORSO PER DIRIGENTI COOPERATIVI – E’ un corso pensato per i giovani amministratori delle imprese cooperative, per prepararli e renderli più consapevoli dei diversi problemi che l’impresa cooperativa deve affrontare: dal dialogo con la base sociale ai rapporti con le banche, alla conoscenza della politica agricola comunitaria. Un percorso formativo lungo un anno con oltre cento ore di lezioni e un periodo di stage da svolgersi presso imprese cooperative piemontesi. Un bella sfida che Fedagri pone all’intero settore per favorire il ringiovanimento della classe dirigente. Bisogna ora che nei vari consigli di amministrazione si parli di questa iniziativa e si incoraggino le adesioni dei giovani amministratori/soci.
Buona la presenza delle cooperative di Fedagri all’incontro dal titolo: Le nuove opportunità di finanziamento per le cooperative agricole Riportiamo in sintesi i punti affrontati: 1. Legge Regionale n. 23./04 - Dopo l’approvazione della scheda agricoltura (prevista per fine mese) si potrà accedere ai fondi per l’acquisto di macchine, attrezzature e interventi strutturali. Per il dettaglio delle condizioni di accesso al fondo vi aggiorneremo una volta approvato definitivamente il provvedimento. 2. Fondo di Garanzia ISMEA e finanziamento FonCooper. Anche qui due possibilità aperte per le cooperative su cui i nostri uffici restano a disposizione per ogni chiarimento. 3. PSR 2007/2013 – la Federazione ha messo sul tavolo le proposte che possiamo riassumere in : - suddivisione dei fondi del PSR tra interventi gestiti a bando e interventi gestiti attraverso programmi finalizzati; - programmi finalizzati attuati con piani integrati per servizi di sviluppo agricolo, piani aziendali, piani per i distretti di qualità, piani di filiera e piani con priorità fissate da ente regionale; - gestione a sportello di alcuni interventi (anche con fondi regionali). Le cooperative presenti, sollecitate dal presidente Abrate, hanno colto l’occasione della presenza dell’Assessore Regionale per esporre le loro opinioni in merito alle diverse situazioni dei comparti aziendali. Ne è venuto fuori un quadro chiaro che ha permesso una serie di considerazioni da parte dell’Assessore. Il nuovo PSR vedrà una contrazione dei fondi a disposizione per il 2007-2013 del 30% rispetto al passato, riduzione che si rifletterà soprattutto sulle misure agroambientali e sull’assistenza tecnica in quanto la UE non è più disponibile a finanziarle come in passato. Sul mondo del vino è emersa la necessità di governare diversamente le emergenze (es. Flavescenza) evitando che queste possano in qualche modo essere “coltivate”. Così come si è chiarita la non compatibilità della “staticità” di alcune imprese con le esigenze del mercato. E’ intenzione dell’Assessore favorire la presenza di nuovi insediamenti in aree marginali; e rivedere i rapporti con la domanda (compresa la GDO) anche attraverso una più accurata gestione delle risorse dedicate alla promozione. Inoltre ha anticipato che il nuovo articolato della legge forestale vedrà il passaggio in giunta a giugno con approvazione della legge per fine anno. Soddisfatte tutte le imprese a cui l’Assessore ha rivolto l’invito a continuare ad essere una “grande cooperazione” per contribuire alla sfida che il mercato piemontese dovrà affrontare nei prossimi anni.
Sono a disposizione di tutti i documenti che sono stati lasciati agli assessori:
Un buon numero di imprese cooperative presenti con responsabili e tecnici, i
maggiori esponenti delle organizzazioni professionali agricole, dirigenti
dell’Assessorato Agricoltura e assessore neo eletto, hanno reso di elevato
livello l’assemblea regionale di Fedagri Piemonte presieduta da Mario Abrate,
sabato 28 maggio, a Carmagnola.
Intervento di Tommaso Mario ABRATE, Presidente di Fedagri Piemonte, al convegno della Regione Piemonte del 13-14 gennaio 2005 sulla Riforma della Politica Agricola.
Leggi il documento
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Nell'assemblea regionale tenutasi al Museo dell'Automobile il 20 febbraio 2004 sono state rinnovate le cariche per i prossimi quattro anni. Alla guida della Federazione resta Tommaso Mario Abrate, presidente della coop. Piemonte Latte di Savigliano. Durante l'assemblea sono stati eletti anche i componenti del Consiglio Regionale.
La Federazione si pone, nel panorama regionale, come la maggiore organizzazione settoriale dell'intera cooperazione agricola ed agroalimentare in termini di cooperative aderenti (n. 215) che di fatturato complessivo delle strutture associate (oltre 500 milioni di euro). I dati della cooperazione agricola piemontese:
- valorizzazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli: settori lattiero caseario, vitivinicolo, ortofrutticolo, cerealicolo, carni, floricolo, erbe officinali, prodotti apicoli. Questo tipo di cooperativa è il più diffuso e si occupa della trasformazione dei prodotti conferiti dai soci e della loro commercializzazione, con lo scopo di eliminare ogni forma di intermediazione ed attuare strategie più utili per una migliore collocazione del prodotto sul mercato, garantendo così un'equa remunerazione, di solito al di sopra dei prodotti di riferimento. - servizi: acquisto di mezzi tecnici, gestione di macchine agricole, assistenza tecnica contabile ed amministrativa. In pratica forniscono ai soci servizi che il singolo produttore non sarebbe in grado di predisporre o che comunque otterrebbe ad un costo particolarmente elevato. - produzione: cooperative a conduzione associata, in cui i soci conferiscono i terreni e provvedono a gestirli in comune, riducendo così i costi di produzione ed ottenendo condizioni sociali migliori (possibilità di usufruire di periodi di ferie ecc.) e maggiore specializzazione negli interventi. Allevamenti sociali, in cui i soci conferiscono il bestiame e gli alimenti necessari per il loro mantenimento, con una rilevante diminuzione dei costi. - forestazione e multifunzionalità: è il settore più giovane e con elevate prospettive di sviluppo. Le imprese si occupano di manutenzione del verde, pulitura del sottobosco, gestione forestale, ingegneria naturalistica, gestione biomasse. Molta attenzione è dedicata alle nuove forme di imprenditorialità che coniugano sul territorio le diverse funzioni dell'agricoltura. La Federazione Regionale opera in stretta sinergia con il Consorzio GestCooper, struttura a cui aderiscono attualmente 86 cooperative.
Il Presidente in
carica della Federazione eletto nell'assemblea del 20 febbraio 2004 è
Tommaso Mario Abrate, presidente della Coop. Piemonte Latte di Savigliano
(CN).
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