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FEDAgri
ConfCooperative Piemonte                                     

La cooperazione agricola in Piemonte ha avuto ed ha tuttora un ruolo indiscusso nel raccogliere e concretizzare le istanze socio economiche dei singoli produttori. Il modello cooperativo dimostra di saper realizzare i propri obiettivi, alla ricerca continua di possibilità di sviluppo economico delle aree in cui si trova ad operare, difendendo il reddito degli imprenditori agricoli associati e confrontandosi con le realtà agroindustriali esistenti sul territorio.

La Federazione Regionale delle Cooperative agricole ed agroalimentari determina le linee politico sindacali ed organizzative del settore agricolo ed agroalimentare, cura la promozione, l'assistenza ed i servizi necessari allo sviluppo delle imprese cooperative associate e svolge un'azione di rappresentanza e di tutela della propria base sociale nei confronti delle Istituzioni, delle altre Organizzazioni operanti nello stesso settore nonché di Enti ed Organismi regionali, nazionali e comunitari.

info@gestcooper.it 


   fedagri incontra l’assessore all'agricoltura della regione piemonte

Mercoledì 26 maggio 2010 il consiglio di Fedagri ConfCooperative Piemonte ha incontrato l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Caccia, Pesca e Foreste Claudio Sacchetto per presentare ufficialmente il mondo della cooperazione.
Il neo-assessore ha attentamente ascoltato il presidente della Federazione Mario Abrate e i rappresentanti dei settore economici che hanno presentato lo spaccato di un’agricoltura tenace.
Le idee messe sul tavolo sono state parecchie, le riassumiamo qui di seguito per tutti i nostri lettori.

Fedagri rappresenta 230 cooperative con 800 milioni di euro di fatturato.
La formula cooperativa è virtuosa e risolve le necessità di un’agricoltura di eccellenza. L’eccessiva polverizzazione delle aziende agricole viene attutita nella società cooperativa attraverso forme di economia di scala vera.
La cooperazione si è attrezzata per diventare sempre più competitiva unendo ulteriormente le forze tra le imprese, riducendo il numero di cooperative e aumentando la cooperazione.

Il socio è il perno della cooperativa.

Gli investimenti a favore del mondo cooperativo ricadono direttamente sul territorio e sulle aziende degli associati.
La cooperazione si evolve e si aggiorna: i giovani sono coinvolti nei meccanismi decisionali attraverso le consulte dei giovani presenti in molte cooperative, e preparati con corsi di formazione ad hoc.
Per il mondo cooperativo la “buona filiera” è quella che porta i soldi nelle tasche delle aziende associate. In questi momenti di crisi economica è fondamentale ripensare ad un tavolo interprofessionale con l’apporto di tutti coloro che rappresentano la catena del valore. Fedagri è in grado di portare sui tavoli di filiera le esperienze vissute, i risultati ottenuti e le remunerazioni corrisposte ai soci.
Si ritiene importante un maggior coinvolgimento del consumatore; non dobbiamo infatti dimenticare che un consumatore consapevole è in grado di orientare il mercato. Sono necessarie perciò delle strategie di comunicazione mirate.

Zootecnia
Settore costituito da cooperative di produzione (stalle sociali) e di commercializzazione.
In tutto 40 cooperative, 2.500 soci con 100 milioni di euro di fatturato complessivo.
Sono un punto di riferimento per i soci e per i non soci: tutta la zootecnica locale fa riferimento al prezzo praticato dalla cooperativa inducendo al rialzo il prezzo che il commerciante sarebbe disposto ad offrire. La cooperativa diventa calmiere e permette di alzare i redditi agricoli. 

Vitivinicolo
Un settore con 56 cantine sociali,
9.000 aziende socie e 90 milioni di euro di fatturato.
Le cantine sociali sono aziende che vivono e operano sul territorio questo è il motivo per cui devono essere protagoniste. Sono un supporto ai piccoli produttori per affrontare i mercati internazionali.

Ortofrutta
34 cooperative, 3760 soci e 184 milioni di euro di fatturato.
Costituito anche da grandi cooperative è un settore che ha dimostrato di saper investire nonostante la crisi. Occorre unire ancora di più le forze per mantenere le imprese sul mercato. 

Forestazione e multifunzionalità
15 cooperative, 139 aziende socie e 7 milioni di euro di fatturato.
Un settore che ha molte potenzialità ancora da esprimere (es.: industria di trasformazione del legno) e che punta sull’attuazione della nuova legge forestale piemontese come volano di sviluppo.
Turismo rurale: imitiamo alcuni paesi europei, portiamolo di competenza agricola, utilizziamo la formula cooperativa per arrivare al consumatore con i prodotti del posto. 

Lattiero-caseario
18 cooperative, 1.200 soci e 130 milioni di euro di fatturato.
Occorre dare dignità a ogni elemento della filiera: con il latte a 0,80 euro/litro (recenti pubblicità della GDO parlano persino di 0,50 euro/litro) quanto può prendere un produttore?
Occorre chiarezza sulla questione quote latte per dare pari regole nell’ottica di una competizione sana. 

Cereali
2/3 della superficie agricola italiana è investita a cereali.
Il Piemonte produce il 20% dei cereali d’Italia (mais e grano tenero) di cui più di un quinto è ad appannaggio della cooperazione di Fedagri costituita da 18 cooperative e 6.000 aziende socie.
E’ importante per il futuro:
- un piano di settore dei cereali (come è stato fatto per latte, carne e vino negli anni passati) che sostenga le “specialità” quali le filiere di mais alimentare, amidaceo, etc.. per permettere una migliore valorizzazione dei prodotti;
- una seria sperimentazione in merito all’applicazione dei neonicotinoidi per la lotta alla diabrotica;
- il chiarimento tecnico su quali sono i prodotti preferibili per la produzione di biogas onde evitare che ci siano produzioni cerealicole ad hoc quando c’è disponibilità invece di materiali di scarto;
- sul riso sarà importante capire l’evoluzione della politica comunitaria.

La Federazione non ha portato all’assessore una “lista della spesa” ma la disponibilità a collaborare in maniera proficua per tutelare l’interesse dell’impresa agricola rappresentata dalla cooperazione.
L’assessore si è dimostrato attento a tutti gli interventi e ha replicato elencando una serie di iniziative con le quali intende operare durante il suo mandato.
In particolare ha accennato all’importanza della sburocratizzazione, alla distinzione dell’agricoltura imprenditoriale da quella di presidio del territorio verso le quali vanno rivolte politiche di sostegno diversificate, alla necessità di puntare su mercati remunerativi. Si è reso disponibile ad accogliere qualsiasi contributo purché di sostanza e atto a valorizzare in modo globale l’agricoltura.
Non ci sono state conclusioni, ma impegni reciproci al confronto e alla condivisione di percorsi quali la semplificazione burocratica, il rinnovo di una legislazione quadro, il futuro della PAC.
Ora è importante da parte di tutte le cooperative far sentire in maniera forte e chiara le esigenze delle proprie imprese, presentare progetti e programmi da sottoporre all’attenzione dell’assessorato: progettualità nuove per imprese vitali.

Link alla notizia sul sito di ConfCooperative Nazionale

 

 

Marzo 21010

Maurizio Gardini è stato riconfermato per acclamazione Presidente di Fedagri-Confcooperative dall’Assemblea elettiva dei soci tenutasi il 24 marzo a Roma che ha visto la partecipazione di oltre 300 cooperatori in rappresentanza delle 3.532 cooperative aderenti.

Maurizio Gardini, 50 anni, forlivese, laurea in Scienze Agrarie, ha incarichi di responsabilità in alcune delle più importanti imprese cooperative agroalimentari italiane. Riveste dal 2000 la carica di Presidente di Conserve Italia, la più grande cooperativa europea nel settore della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, è inoltre presidente di Confcooperative Emilia Romagna e di Fondosviluppo S.p.A., società che opera per lo sviluppo e la promozione della cooperazione.

L’assemblea elettiva dei soci ha eletto anche i Presidenti dei Comitati di settore di Fedagri: Adriano Orsi (vitivinicolo), Davide Vernocchi (ortofrutticolo), Tommaso Mario Abrate (lattiero-caseario), Giovanni Rizzo (agricoli e servizi), Giovanni Bettini (zootecnico) e Gasper Talucci (forestazione).
 

Tommaso Mario Abrate è stato riconfermato alla presidenza di Fedagri Piemonte

Ecco un reportage dell'assemblea di venerdì 19 febbraio

Ecco i dati aggiornati al 2010 sulle cooperative aderenti alla Federazione:
(scarica il file in pdf con i grafici)

 

Il ruolo di Fedagri Piemonte

Fedagri Piemonte rappresenta 242 cooperative con un fatturato complessivo che sfiora i 750 milioni di euro e a cui aderiscono 31.000 aziende agricole piemontesi, numeri che evidenziano la centralità della cooperazione agricola per l’economia della nostra regione e il grande investimento a presidio del territorio esercitato dai cooperatori piemontesi. Il Piemonte si colloca come una delle regioni di punta, al terzo posto, nella vendita diretta di ConfCooperative: sono 150 i punti vendita e gli spacci gestiti direttamente dalle cooperative. Al marchio nazionale “Qui da Noi” nella nostra regione sarà associato il marchio “Saporipiemontesi”, già attivo nella Rete per la vendita on line dei prodotti delle cooperative.

Le cooperative agricole operano esclusivamente con i prodotti provenienti dai propri soci e garantiscono un utile presidio del territorio. La filiera corta, da sempre adottata da molte cooperative, è elemento da valorizzare, ugualmente è innegabile che la sostenibilità economica complessiva dell’agricoltura, e delle cooperative agricole, poggi su più pilastri e non possa escludere il rapporto con la grande distribuzione.

La crisi economica attuale investe pesantemente il settore agricolo e colpisce anche la cooperazione, che tuttavia mostra una capacità di tenuta superiore alle altre forme di impresa.

La cooperazione è infatti lo strumento per la valorizzazione del lavoro dei soci, che ottengono una remunerazione del prodotto conferito mediamente superiore a quanto singolarmente essi otterrebbero dal mercato.

Fedagri Piemonte offre ai soci da sempre servizi tecnici, di assistenza e di tutela attraverso la rappresentanza. Fedagri agevola i processi di fusione tra cooperative laddove utili per il raggiungimento di una maggiore efficienza e favorisce azioni di sistema.


 

 

 

ASSEMBLEA REGIONALE FEDAGRI PIEMONTE

Venerdì 4 dicembre alle ore 9.15

presso la sala convegni della Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant’Albano Stura
Via Chieri n.31-39  a Carmagnola (TO)

 

Il 4 dicembre 2009 a Carmagnola si è tenuta l’assemblea di Fedagri Piemonte con la partecipazione di numerose cooperative attraverso soci molto attenti a quanto esposto dai qualificati relatori.

L’ispirazione della cooperativa rimane il territorio e il socio è al centro dell’impresa, ha esordito l’attuale presidente Abrate invitando il professor Canali di Piacenza ad illustrare la relazione sulla democrazia economica.

Il valore dell’autogestione democratica della forma cooperativa costituisce un richiamo per tutti ad una maggiore assunzione di responsabilità e deve essere riconosciuto.

La cooperazione agroalimentare mostra una maggiore capacità di tenuta pur subendo anch’essa i contraccolpi della crisi: in media le cooperative negli ultimi anni sono riuscite a remunerare il prodotto conferito dai soci fino al 20% in più rispetto a quello che i singoli produttori otterrebbero dal mercato.

La concentrazione dell’offerta, la capacità di programmazione sul medio periodo, la ricerca attenta di una qualità elevata del prodotto, di cui è garantito ai soci il ritiro, la commercializzazione, sono alcuni dei vantaggi del modello cooperativo.

Elemento cruciale del futuro saranno le risorse umane che partendo da un contesto territoriale dovranno individuare strategie di competizione nella lettura dei diversi mercati.

Il dott. Gardini, neo presidente della Fedagri nazionale, ha esordito dicendo che nell’agricoltura che verrà non ci sarà posto per tutti ma solo per coloro che sanno organizzare le aziende e dare loro dignità con una risposta all’unica domanda: il reddito. Reddito che non ha colore e che può derivare da filiere di diverse lunghezze.

Ha ricordato che le cooperative sono state costituite per dare reddito, dignità e prospettiva al lavoro dei soci e per continuare a fare questo devono essere supportate da una politica di certezze e di regole.

Ha annunciato un progetto di Fedagri a supporto delle imprese per affrontare l’attuale crisi che è di natura strutturale e congiunturale. Ha dato appuntamento a tutti per il 20 marzo 2010 a Roma all’assemblea nazionale dove sarà esposta in dettaglio la nuova strategia di rilancio.

 

 

 

 

Fedagri incontra l’Assessore all’Agricoltura

La cooperazione strumento per fronteggiare la crisi in agricoltura

Lunedì 31 agosto 2009 una delegazione di Confcooperative Piemonte ha incontrato l’assessore regionale all’agricoltura Mino Taricco.

La cooperazione agroalimentare e lo stato di crisi del settore sono stati i temi affrontati nel corso della riunione. 

“Nell’attuale grave emergenza che investe tutti i comparti agricoli - ha affermato il presidente di Confcooperative Piemonte Giovenale Gerbaudo – dalla frutta al lattiero caseario l’impresa cooperativa, in quanto forma importante di aggregazione dei singoli produttori, riveste un

ruolo strategico. Confcooperative riafferma, se ve ne fosse bisogno, il proprio compito di rappresentanza delle cooperative, perché se ne colga il valore economico ma anche sociale e culturale, in grado di contrastare l’individualismo imperante, di cui la crisi globale è evidentemente drammatica conseguenza”.

Tommaso Mario Abrate, presidente di Fedagri Piemonte, la federazione che raggruppa in Confcooperative 246 cooperative agricole, ha illustrato all’assessore Taricco i progetti di sviluppo e di promozione della cooperazione con cui Fedagri vuole fronteggiare la crisi: “Le nostre cooperative associano 30.000 aziende agricole, con un fatturato superiore agli 800 milioni di euro. La cooperazione agroalimentare è un settore vitale dell’economia piemontese, che va sostenuto in questo momento così grave”.

L’assessore Mino Taricco ha ribadito l’impegno del proprio assessorato per il sostegno dell’agricoltura e ha riconosciuto l’importanza dello strumento cooperativo per associare i produttori e per la valorizzazione del prodotto.

Presenti all’incontro anche il segretario regionale di ConfCooperative Giancarlo Berta e il segretario di Fedagri Piemonte Domenico Sorasio, che ha analizzato i contenuti dei progetti di Fedagri, orientati a sostenere lo sviluppo e la diversificazione delle attività delle cooperative, attraverso la redazione di piani fattibilità, il rafforzamento della capitalizzazione, l’aggregazione tra cooperative e infine azioni di sistema per la promozione dei prodotti.

 

 

Scegli la cooperazione agroalimentare
e fai crescere il tuo territorio

scarica il depliant informativo sull'attività della Federazione

Stampato in occasione di Campus- La nuova agricoltura il depliant illustra l'attività della Federazione, spiega l'importanza della realtà cooperativa e porta a conoscenza il pubblico dei vari settori in cui la cooperazione agroalimentare è attiva.

A Campus 2009 c'eravamo anche noi!

  Assemblea programmatico-organizzativa
di FEDAGRI PIEMONTE del 30 gennaio 2009

Eravamo proprio tanti!...venerdì 30 gennaio all’assemblea Fedagri.

Il Presidente Abrate ha aperto l’assemblea sottolineando che l'attuale situazione di crisi, che investe anche il Piemonte, induce a una riflessione approfondita anche i nostri imprenditori. Oggi più che mai si sente la responsabilità di tutelare e sostenere il comparto agroalimentare, fattore fondamentale di sviluppo dell'economia piemontese, mettendo in campo azioni a sostegno delle associate.

Il modello cooperativo è in grado di rafforzare la posizione degli operatori agricoli sul mercato: l'attuale imprenditoria associata in forma cooperativa sta mostrando infatti la sua funzione anticiclica.

La Federazione oggi associa 230 cooperative per un totale di 25.000 soci e 716 Milioni di euro di fatturato.

Numeri di tutto rispetto nel panorama piemontese a cui l’Assessore regionale all’agricoltura ha ricordato l’importanza per il comparto agricolo di mantenere sempre alti i livelli di sicurezza alimentare e di sapersi confrontare su tematiche nuove quali l’ambiente, l’energia, la sostenibilità, per reggere il confronto con gli altri settori anche e soprattutto in sede comunitaria.

Non dimentichiamo che circa metà del bilancio UE è dedicato all’agricoltura. Risorse queste che sono destinate a ridursi, come ci ha spiegato il professor Sotte dell’Università di Ancona.

Con l’attuazione di quanto emerso dall’Health Check (lo stato di salute) della PAC il disaccoppiamento degli aiuti in agricoltura è pieno e riguarda tutti i settori. Gli economisti prevedono una contrazione degli aiuti al pagamento diretto, che trova sempre meno giustificazioni in un dibattito a livello comunitario. E’ probabile che, oltre a ridursi, parte delle risorse confluiranno sul cosiddetto “secondo pilastro” e cioè sugli aiuti alla diversificazione e a modelli di sviluppo rurale che in futuro potrebbero interessare la biodiversità, la bioenergia, le risorse idriche.

Il direttore della Fedagri romana ha ricordato che non solo le cooperative sanno reggere nei momenti di crisi ma che spesso proprio questi sono i periodi in cui bisogna pensare a soddisfare le richieste di mercati emergenti, o nuove modalità di fornitura dei prodotti.

Il Presidente regionale di ConfCooperative ha poi sottolineato quanto sia importante spendere la carta del “made in italy” in questo periodo. Un valore aggiunto dato dall’origine del prodotto che le cooperative di trasformazione posseggono pienamente. Ha sottolineato inoltre come questa crisi abbia anche un risvolto relazionale la cui importanza viene troppo spesso offuscata. Sono le persone che determinano l’etica aziendale, e dalle persone occorre ripartire.

Cosa ci riserva il futuro della PAC?

Chiuso l’Health Check, apriamo una riflessione sulla PAC per dopo il 2013 - di Franco Sotte

Scenari agroalimentari e rurali: tra turbolenze e nuove sfide - IRES Piemonte

Pubblicati i regolamenti comunitari dell'Health Check

 

Le attività di Fedagri Piemonte

Filiere zootecniche a confronto: riflessioni e proposte di Fedagri Piemonte

Riflessioni del presidente di Fedagri Tommaso Mario ABRATE in seguito al confronto tra i vari componenti della filiera zootecnica avvenuto il 15 ottobre 2008 a Cuneo

Merita brevemente ritornare sull’importante Giornata regionale di confronto “Allevare in Piemonte, Le prospettive della zootecnia da carne”, promossa dalla Regione Piemonte e svoltasi mercoledì 15 ottobre u.s. presso il MIAC di Cuneo, nell’ambito della quale sono state illustrate situazioni e proposte relative alle 5 principali filiere della carne piemontese (bovina, suinicola, avicola, cunicola, ovicaprina). A ragione l’Assessore all’Agricoltura della Regione, Mino Taricco, ha manifestato, al termine dei lavori, la sua soddisfazione per gli esiti dell’incontro, non senza aver indicato il percorso di approfondimento che riguarderà specificamente nei prossimi mesi le 5 filiere e che si dovrà tradurre - queste le sue parole - “entro l’anno prossimo in provvedimenti concreti”. E’ da questa significativa affermazione dell’Assessore Taricco che vorrei partire, riprendendo e sviluppando le riflessioni che, come FEDAGRI-Piemonte, abbiamo presentato nel corso dell’iniziativa. Il mio argomentare utilizza, altresì, alcuni rilevanti spunti contenuti nelle 3 relazioni introduttive della Giornata, tenute dal Dr C. Federici, responsabile unità mercati dell’ISMEA, dal Dr S. Aimone, ricercatore dell’IRES-Piemonte, e dal Dr G. Corgiat Loia, Direttore generale dell’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte. Il Dr Federici, nel trattare dell’evoluzione e delle prospettive del mercato delle carni, ha sostenuto, in sede di conclusioni, che “mai come ora, il sistema produttivo delle carni ha bisogno di riorientarsi al mercato, segmentando il prodotto in base alle diverse caratteristiche della domanda (interna ed estera), e di governare il mercato, creando sistema attraverso una rete di imprese”. Il Dr Aimone, che ha esaminato con i punti di forza e di criticità delle filiere della carne in Piemonte, ha affermato a più riprese che le stesse filiere hanno bisogno “di azioni di sistema” e “richiedono coordinamento”. Il Dr Corgiat Loia, da parte sua, ha sottolineato l’importanza di tener conto nelle politiche di intervento dei valori di riferimento della zootecnia da carne regionale, nei suoi aspetti legati alla tracciabilità, alle abitudini di consumo ed alla tutela ambientale. Ora, avendo in mente quanto sostenuto dai 3 relatori, nonché gli interventi dei rappresentanti delle singole filiere, ho tratto dal dispiegarsi della Giornata alcune riflessioni, sintetizzate nel modo seguente:
- anche nella zootecnia da carne piemontese il tempo del “chi fa da sé fa per tre” è inesorabilmente scaduto;
- i problemi ambientali, che pure ci sono e non sono esorcizzabili, vanno vissuti per quel che sono e, cioè, innanzitutto come grande opportunità di qualificazione ambientale dei territori di produzione e di valorizzazione dei prodotti carnei regionali, potendosi utilizzare con creatività le stesse azioni agro ambientali;
- non è possibile rappresentare efficacemente la fase primaria delle diverse filiere senza dar vita ad operazioni di carattere strutturale, che dispongano di masse critiche adeguate di prodotto;
- sono necessarie politiche di alleanza tra operatori “espressione del mondo agricolo” ma anche tra questi ed operatori “espressione del mondo non agricolo”;
- le nostre magnifiche produzioni regionali hanno bisogno, per essere vendute in modo soddisfacente ed in qualche modo affrancandosi dalle ricorrenti crisi di mercato, di strategie di Marketing mix di lungo periodo, capaci di tener conto della segmentazione dei canali, nonché della crescente domanda di prodotti ad elevato contenuto di servizio, salustistici, ecc.;
- le DOP o le IGP, marchi ombrello o quant’altro, per quanto strumenti necessari sono leve di Marketing non sufficienti a penetrare sui vari mercati od a mantenere quote di mercato e, d’altronde, le varie certificazioni assumono sempre connotato di attestazione (garanzia) di pre-requisito della qualità.

Ciò detto per quanto inerisce alla fase primaria, sia consentita qualche considerazione che riguarda essenzialmente, sebbene non esclusivamente, la problematica dei mercati a valle dell’agricoltura:
- la qualità dei prodotti finiti della carne presentati ai consumatori non può prescindere dalla qualità della materia prima, dalla certificazione della sua origine locale e da continuativi rapporti di filiera, dovendosi, all’uopo, rilevare, che le filiere “esistono” se sono organizzate, se, cioè, esistono rapporti strutturati e continuativi tra le imprese dei vari segmenti;
- la costante penalizzazione economica della materia  prima agricola (si vedano al riguardo i prezzi alla produzione spuntati, in questi ultimi mesi o settimane, da molti prodotti carnei e, per contro, i prezzi dei prodotti finiti), oltre a testimoniare aspetti inquietanti di iniquità, rileva l’esistenza di gravi inefficienze lungo le “filiere”, potendosi legittimamente parlare, in tale caso, di “fallimenti di mercato”, indebolisce fino alla banalizzazione l’immagine stessa del prodotto finito presso il consumatore, ha nel medio - lungo periodo effetti devastanti sulle aziende agricole, nonché sulle risorse ambientali e culturali locali.

Viceversa, rapporti continuativi tra le imprese delle diverse filiere regionali hanno come ricaduta non trascurabile quella di favorire le economie di scala e di scopo, di attenuare i costi di transazione, di ridurre i costi di trasporto delle merci, di consentire il contenimento del prezzo al consumo dei prodotti finiti, di fidelizzare verso i prodotti regionali i consumatori, di rendere più fattibili ormai non rinviabili operazioni di internazionalizzazione.  

FEDAGRI-Piemonte auspica che dalla Giornata regionale di confronto “Allevare in Piemonte” emergano importanti prospettive di sviluppo della zootecnia da carne piemontese, ma è consapevole, non meno, ritengo, di tutti gli altri attori dei diversi comparti regionali, che tali prospettive saranno fondate solo se nell’ambito delle diverse, e per ora incompiute, filiere regionali emergeranno, in modo diffuso, rapporti di sistema, di natura orizzontale e verticale, tra le imprese. Insomma, tocca ammetterlo: la mancata o l’insufficiente organizzazione è il reale fattore limitante dello sviluppo delle filiere da carne regionali; diversamente, in termini positivi, l’organizzazione delle filiere zootecniche rappresenta il loro fattore critico di successo. E’ l’organizzazione il solo modo/strumento per elevare la capacità competitiva di sistema della zootecnia da carne piemontese e per postulare - sia detto con forza - un’adeguata remunerazione del prodotto degli allevatori. Quello organizzativo è problema che non sfugge alla Cooperazione agroalimentare non foss’altro perché essa è, a tutti gli effetti, “agricoltura organizzata”, che ha il suo baricentro nell’imprescindibile missione di valorizzazione della materia prima conferita dai soci.

Un lavoro inedito, continuativo, fatto di approssimazioni successive, attende, dunque, i rappresentanti delle diverse filiere zootecniche da carne regionali, distribuzione e catering compresi; all’uopo, appare decisivo che gli incontri di filiera di prossima convocazione  abbiano carattere di concretezza, prendendo a riferimento innanzitutto “il prodotto/i prodotti”, attorno al quale od ai quali costruire, come accennato, politiche di alleanza. Dette politiche si devono tradurre in piani e progetti relativi, secondo i casi e le necessità,  ad iniziative di natura strutturale (produttiva e trasformativa in senso stretto), commerciale, contrattuale (per cessione ed acquisto prodotti), sperimentale, promozionale, ecc.. Per il vero, in Piemonte non mancano esempi concreti di collaborazione di tipo orizzontale e verticale nella zootecnia da carne piemontese.  Posso assicurare che le Cooperative aderenti a FEDAGRI-Piemonte ed operanti nelle diverse filiere parteciperanno ai citati incontri con piena disponibilità al confronto ed alla collaborazione, perché emergano progetti condivisi per le singole filiere.

Stimo, ancora, che a seguito di proposte concrete, organizzate, secondo i casi, per filiere agroalimentari territoriali o per distretti agroalimentari di qualità, la Regione Piemonte - l’Assessore Taricco ha fornito a Cuneo importanti rassicurazioni in merito - saprà dar vita in tempi stretti ad un “primo”, organico programma pubblico di intervento, adeguato alla bisogna per risorse finanziarie ed azioni previste, potendosi trarre spunto da misure e strumenti di attuazione del PSR 2007-2013, dalla legge  regionale n. 95/95 “Interventi per lo sviluppo del sistema agroindustriale piemontese”, dalla Legge regionale n. 23 del 13 ottobre 2004 “Interventi per lo sviluppo e la promozione della cooperazione”, ecc.. D’altronde, non è da escludere, in tale contesto, l’attivazione di intese di filiera, di contratti quadro e di altri strumenti di integrazione di filiera di cui al Decreto Legislativo 27 maggio 2005, n. 102, "Regolazioni dei mercati agroalimentari, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera e), della legge 7 marzo 2003, n. 38". E’ opportuno ricordare, al riguardo che, per esempio, le intese di filiera hanno lo scopo di favorire l'integrazione di filiera e la valorizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari, tenendo conto degli interessi della filiera e dei consumatori, e possono definire:
a) azioni per migliorare la conoscenza e la trasparenza della produzione e del mercato;
b) azioni per un migliore coordinamento dell'immissione dei prodotti sul mercato;
c) modelli contrattuali compatibili con la normativa comunitaria da utilizzare nella stipula dei contratti di coltivazione, allevamento e fornitura;
d) modalità di valorizzazione e tutela delle denominazioni di origine, indicazioni geografiche e marchi di qualità;
e) criteri per la valorizzazione del legame delle produzioni al territorio di provenienza;
f) azioni al fine perseguire condizioni di equilibrio e stabilità del mercato attraverso informazioni e ricerche per l'orientamento della produzione agricola alla domanda e alle esigenze dei consumatori;
g) metodi di produzione rispettosi dell'ambiente.
Tutti temi, questi ultimi, che a Cuneo sono stati evocati in molti interventi.

 

"La dimensione creativa ed i suggerimenti della terra"

Le cooperative agricole piemontesi incontrano gli artisti dell'arte ceramica contemporanea e gi studenti dell'Istituo d'Arte di Castellamonte"

La mostra aperta al pubblico dal 4 al 20 aprile 2008 presso l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e dal 9 maggio al 25 maggio 2008 a Pallazzo Botton di Castellamonte
presenta i frutti dell'originale connubio tra Fedagri di ConfCooperative Piemonte ed alcuni noti artisti della ceramica, primo fra tutti Ugo Nespolo, testimonial e supervisore della mostra.

La mostra è completata da un catalogo con fotografie delle opere degli artisti e degli studenti dell'Istituto d'arte di Castellamonte, delle cooperative, dei prodotti e con una ricerca letteraria e filosofica sulla cooperazione.
Il catalogo si può richiedere presso la sede di Confcooperative Fedagri Piemonte - Gest Cooper, in corso Francia 9 a Torino.

 

 

mercoledì 5 marzo 2008 a Carmagnola

L’assemblea primaverile è stata convocata per discutere alcuni provvedimenti che nei prossimi mesi incideranno parecchio sul mondo agricolo:

-    l’attuazione del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, tanto atteso e ora di imminente operatività;

 

-    la comunicazione della Commissione Europea sullo stato di salute della PAC che prospetta un processo di ulteriore rinnovamento (si veda GCinforma n. 3 del 7 febbraio 2008).

L’occasione di confronto è stata utile anche per far conoscere le esigenze del mondo agricolo a ConfCooperative Piemonte che ha programmato per il 18 marzo l’Assemblea Regionale elettiva degli organi sociali per il prossimo quadriennio.

All’incontro ha partecipato la Dr.ssa Fabiola di Loreto, direttore di Fedagri ConfCooperative Roma, Giovenale Gerbaudo Presidente di ConfCooperative Piemonte, l’Assessore all’Agricoltura Mino Taricco.

I contributi alla discussione sono a vostra disposizione:

slide argomenti discussi

documenti correlati

Valutazione dello stato di salute della PAC - il documento della cooperazione del 4 febbraio 2008

Comunicazione della Commissione sull'Health Check (valutazione stato di salute) della PAC del 20 novembre 2007

INEA - I possibili scenari per le politiche agrarie

 

PSR 2007-2013 primi interventi

Credito agevolato

LR 23/2004 - interventi per la cooperazione

 

 

Venerdì 19 ottobre 2007 a Torino, è stata presentata  la Guida

“Sua Eccellenza il Piemonte”

viaggio attraverso i percorsi enogastronomici Piemontesi alla scoperta delle eccellenze della Cooperazione. 

“La nostra associazione rappresenta nella regione una realtà consistente di imprese agricole – ha spiegato il presidente di Fedagri Piemonte Tommaso Mario Abrate – si sfiora infatti la cifra di 25 mila aziende, che sono associate in 216 cooperative, con un fatturato di oltre 655.021.185 euro”.
“Garantiamo prodotti sicuri, dalla provenienza garantita e certificati – ha continuato Abrate - espressione del territorio piemontese e capaci di permeare la cultura locale con le loro tradizioni e la loro storia. Non dimentichiamo che il Piemonte è una terra che primeggia per prodotti a denominazione di origine. Questa guida è dunque per noi un importante biglietto da visita”.
 “Le cooperative hanno anche un altro importante valore aggiunto – ha affermato il presidente di Fedagri Paolo Bruni – nelle aree marginali del nostro territorio, quali le aree montane, garantiscono un’azione di presidio e di contenimento dei rischi idrogeologici e ambientali”.
“Con riferimento al problema attuale dell’aumento dei prezzi – ha aggiunto Bruni -  si tenga conto che la materia prima, ad esempio nel caso del pane, incide al massimo per un 9 per cento sul prezzo del prodotto finito, ed è un dato su cui riflettere. Inoltre si consideri che nelle spese familiari l’alimentazione si aggira intorno al 16 per cento e questa percentuale non è destinata a crescere. Occorre dunque affrontare mercati nuovi, come quello asiatico, in cui la capacità di spesa della popolazione sta crescendo”.
“Il Piemonte è un territorio meraviglioso - ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Mino Taricco - un traino importante per la commercializzazione e promozione dei nostri prodotti agroalimentari. Ma si tratta anche di un territorio che ha radici e storie antichissime: come questa pubblicazione dimostra, per avere oggi le eccellenze enogastronomiche, spesso premiate con le più importanti certificazioni di qualità, un lungo e fecondo percorso ha attraversato secoli di storia. Saluto con piacere questa iniziativa editoriale di Fedagri Confocooperative: progetti come questi rappresentano il volto migliore della cooperazione in Italia, una realtà produttiva fondamentale che la Regione sostiene”.
L’autrice del testo, la giornalista Mariuccia Assola, si è soffermata nella descrizione di alcuni contenuti sui prodotti e sui percorsi di particolare interesse racchiusi nella Guida,  che è in distribuzione per tutto il mese di ottobre con la rivista Il Gambero Rosso.


All’assemblea di Fedagri venerdì 25 maggio 2007 a Marene
le cooperative hanno partecipato con interesse. I tanti argomenti all’ordine del giorno sono stati dibattuti nell’assemblea, pur sapendo che per alcuni di essi siamo in una fase di definizione.

Il presidente Tommaso Mario Abrate ha ricordato a tutti l’impegno profuso dalla Federazione per trovare, suggerire, tenere desta l’attenzione sul mondo cooperativo.

Nel tempo la Federazione si è attrezzata con diversi “strumenti”:

*   per la promozione continua la mostra itinerante sulle immagini della cooperazione “Scatti d’Autore”, e l’e-commerce con “SaporiPiemontesi”.
Un nuovo progetto intitolato “Sua Eccellenza il Piemonte” prevede la redazione (circola già la bozza) di una guida regionale sui prodotti cooperativi che verrà presentata in sede nazionale. Sono in embrione nuove idee come la partecipazione al progetto “La dimensione creativa e i suggerimenti della terra” dove sono coinvolti sette artisti della ceramica che sotto la supervisione di Nespolo realizzeranno delle opere attinenti al mondo agricolo e cooperativo, il tutto accompagnato da nuovi “scatti d’autore”.

Per i servizi, alla struttura consolidata del GestCooper, a cui si demanda l’assistenza legislativa e gestionale, l’informazione, i progetti di sviluppo e ricerca, la formazione e la consulenza sui sistemi di gestione e qualità, negli ultimi anni si è affiancato il centro di assistenza agricola che ha preso forma nella SAP s.r.l. società di servizi a cui è affidata anche l’assistenza e la gestione rifiuti.

*   INOQ è operante da quasi una decina di anni nel campo della certificazione di prodotto e per il controllo della qualità. Sportello di CSQA certificazioni per il nord-ovest, INOQ è una costola “storica” della Federazione.

*   Ultimo nato in casa ConfPiemonte, a cui Fedagri ha fornito tutti i supporti necessari per intraprendere un cammino che si auspica fruttuoso, è il CERP consorzio che svolge la consulenza per l’impiego di fonti rinnovabili e per il risparmio energetico.

Ma a Fedagri quante cooperative aderiscono e in quali settori operano?

Ecco i dati aggiornati al 2006 sulle cooperative aderenti alla Federazione:
(scarica il file in pdf con i grafici)

216 cooperative di cui:

N. coop

comparti

34

Ortofrutticole

52

Cantine sociali

20

Lattiero- casearie

17

Cerealicole

11

Forestali*

82

Altre agricole**

(* sono anche cooperative di produzione e lavoro che operano in campo agroforestale)
(** stalle sociali, conduzione associata, agriturismo, miele, florovivaistiche..)
 

Il fatturato delle cooperative Fedagri ammonta a 655.021.185 euro e deriva da:

Fatturato

comparti

166.762.595

Ortofrutticole

88.765.222

Cantine sociali

133.497.148

Lattiero- casearie

168.255.789

Cerealicole

5.290.293

Forestali

92.450.138

Altre agricole

I soci aderenti sono 24.957 (alcune aziende possono aderire a più di una cooperative) così suddivisi tra i settori:

soci

comparti

3.835

Ortofrutticole

8.837

Cantine sociali

1.299

Lattiero- casearie

5.928

Cerealicole

108

Forestali

3.802

Altre agricole

Le cooperative danno lavoro a 1.419 persone di cui:

occupati

comparti

196

Ortofrutticole

285

Cantine sociali

376

Lattiero- casearie

161

Cerealicole

89

Forestali

312

Altre agricole

 Ortofrutticolo e cerealicolo sono due comparti molto simili come aziende coinvolte, personale impegnato e fatturato, diverse invece le cantine che sono le più numerose ma con uno sviluppo economico inferiore. Le lattiero casearie hanno un buon sviluppo economico e impegnano parecchio personale.

Le forestali hanno un notevole impegno di manodopera se rapportato al fatturato, anche perchè in alcuni casi si configurano come cooperative di produzione e lavoro, dunque con soci lavoratori, cosa non comune nel comparto agricolo.

Da non sottovalutare l’importanza economica derivante dalle imprese operanti nei settori agricoli più svariati: stalle sociali, conduzione associata, agriturismo, miele, servizi commerciali, florovivaistiche.

Due funzionari dell’assessorato agricoltura (Bottaro e Favot) hanno esposto in modo preciso e chiaro le possibilità future in materia di aiuti di stato (interventi con fondi ministeriali e regionali) e anche la possibilità per le imprese di avere sostegni all’interno di un massimale (detto “de minimis”) anche da fondi non agricoli senza che questi aiuti debbano accedere a processi di notifica nei confronti della UE.

Se da un lato le cooperative di trasformazione vengono paragonate a quelle industriali e possono usufruire di nuovi interventi, dall’altro lato manca ancora la certezza di poter continuare a contare su agevolazione quali anticipo conferenti o credito di conduzione.

Su questo ultimo punto è stata ipotizzata la possibilità di riunire gli interventi in uno solo e inserirli proprio nel massimale dei 200.000 euro in tre anni,  cosiddetto “de minimis”.

Siamo però in fase di cambiamento delle regole, le indicazioni comunitarie devono infatti essere riviste alla luce anche dell’avvio del nuovo programma di sviluppo rurale.

In assenza dell’Assessore, all’assembla ha partecipato il nuovo direttore dell’assessorato dott. Corgiat (nome noto perché è stato dirigente alla Sanità per molto tempo) che ha definito il programma di sviluppo rurale un ”documento di opportunità” sottolineando due aspetti: l’inevitabile variazione di alcune misure in quanto la commissione europea che lo sta esaminando è molto probabile che richieda delle integrazioni; e, una volta approvato, l’importanza che avrà l’ente territoriale nella definizione dei bandi.

E’ una partita aperta sulla quale, da parte di tutti, occorre ancora parecchio impegno.

Per un approfondimento del tema sono state messe a disposizione delle schede informative sulle principali misure.

L’assemblea si è conclusa verso le 13 con l’intervento di Gerbaudo, presidente di ConfCooperative Piemonte che ha ricordato come le imprese si trovino ogni giorni impegnate a mantenere la loro autonomia economica tra commodities, prodotti ad alto valore aggiunto, multifunzionalità e ora anche agroenergie.

La somma di tutte le strategie di impresa rende importante il modello cooperativo, che non si affida ad una unica soluzione, ma continua a ricercare il percorso ottimale per ogni settore tenendo saldo il legame con il territorio.

 
 

Puntuali, interessate e tante le imprese cooperative che il 7 novembre 2006 hanno partecipato all’assemblea indetta da Fedagri a Marene (CN). Ecco quanto emerso nella mattinata:

* NUOVI FINANZIAMENTI - Sulla legge regionale n. 23/04 vi è la possibilità di accedere ai finanziamenti in conto interesse (per acquisto macchine e attrezzature) e a fondo perduto (per consulenze) tratti dal fondo di rotazione regionale. E’ una nuova opportunità per le imprese della trasformazione agroalimentare, pertanto, appena ci sarà l’approvazione ufficiale della modulistica verrà inserita sul sito insieme a tutti i dettagli del provvedimento (al momento può essere utile ripassare le tipologie di intervento dettagliate sul GCinforma n. 16 del 18 luglio). Gli uffici sono a disposizione fin da subito per ragguagli tecnici e approfondimenti.

* PSR: A CHE PUNTO SIAMO? A fine ottobre è stato finalmente approvato lo stanziamento previsto per il Piemonte: 367,166 Meuro. La percentuale dei fondi riservati alla nostra regione è maggiore che nella programmazione precedente, ma dato che si sono ridotti i soldi a disposizione complessivamente, otteniamo qualche Meuro in meno rispetto al periodo 2000-2006. Inoltre una parte dei fondi nuovi sono già impegnati per le misure cosiddette “in transizione”, cioè quelle misura aperte sia sul vecchio PSR che sul nuovo la cui erogazione non viene interrotta nel passaggio tra le programmazioni, anche se potranno essere modificate in futuro. Le linee nazionali sottolineano l’importanza di modulare gli interventi sulla base dei fabbisogni individuati a livello territoriale su quattro tipi diversi di aree: poli urbani; aree rurali ad agricoltura intensiva; aree rurali intermedie; aree rurali con problemi complessivi di sviluppo. La Regione deve ora definire il Programma di Sviluppo Regionale sulla base delle linee nazionali e inoltrarlo a Bruxelles. Quando questo avverrà? Sembra a breve. Fedagri di ConfCooperative attende il normale iter di concertazione che sembra invece tardare. E’ per questo che pochi giorni fa ha scritto all’Assessore all’agricoltura per fargli presente le ragioni del mondo cooperativo sulla nuova programmazione. Ci si aspetta come risposta un rapido coinvolgimento da parte dell’ente nel confronto sul programma in elaborazione.

* CORSO PER DIRIGENTI COOPERATIVI – E’ un corso pensato per i giovani amministratori delle imprese cooperative, per prepararli e renderli più consapevoli dei diversi problemi che l’impresa cooperativa deve affrontare: dal dialogo con la base sociale ai rapporti con le banche, alla conoscenza della politica agricola comunitaria. Un percorso formativo lungo un anno con oltre cento ore di lezioni e un periodo di stage da svolgersi presso imprese cooperative piemontesi. Un bella sfida che Fedagri pone all’intero settore per favorire il ringiovanimento della classe dirigente. Bisogna ora che nei vari consigli di amministrazione si parli di questa iniziativa e si incoraggino le adesioni dei giovani amministratori/soci.

24 maggio 2006 incontro delle cooperative aderenti a Fedagri a Marene (presso l'Hotel Holiday Inn) alle 10.30 dopo l'assemblea del Consorzio GestCooper.

Buona la presenza delle cooperative di Fedagri all’incontro dal titolo: Le nuove opportunità di finanziamento per le cooperative agricole

Riportiamo in sintesi i punti affrontati:

1.      Legge Regionale n. 23./04 - Dopo l’approvazione della scheda agricoltura (prevista per fine mese) si potrà accedere ai fondi per l’acquisto di macchine, attrezzature e interventi strutturali. Per il dettaglio delle condizioni di accesso al fondo vi aggiorneremo una volta approvato definitivamente il provvedimento.

2.      Fondo di Garanzia ISMEA e finanziamento FonCooper. Anche qui due possibilità aperte per le cooperative su cui i nostri uffici restano a disposizione per ogni chiarimento.

3.      PSR 2007/2013 – la Federazione ha messo sul tavolo le proposte che possiamo riassumere in :

-    suddivisione dei fondi del PSR tra interventi gestiti a bando e interventi gestiti attraverso programmi finalizzati;

-    programmi finalizzati attuati con piani integrati per servizi di sviluppo agricolo, piani aziendali, piani per i distretti di qualità, piani di filiera e piani con priorità fissate da ente regionale;

-    gestione a sportello di alcuni interventi (anche con fondi regionali).

Le cooperative presenti, sollecitate dal presidente Abrate, hanno colto l’occasione della presenza dell’Assessore Regionale per esporre le loro opinioni in merito alle diverse situazioni dei comparti aziendali. Ne è venuto fuori un quadro chiaro che ha permesso una serie di considerazioni da parte dell’Assessore.

Il nuovo PSR vedrà una contrazione dei fondi a disposizione per il 2007-2013 del 30% rispetto al passato, riduzione che si rifletterà soprattutto sulle misure agroambientali e sull’assistenza tecnica in quanto la UE non è più disponibile a finanziarle come in passato.

Sul mondo del vino è emersa la necessità di governare diversamente le emergenze (es. Flavescenza) evitando che queste possano in qualche modo essere “coltivate”. Così come si è chiarita la non compatibilità della “staticità” di alcune imprese con le esigenze del mercato.

E’ intenzione dell’Assessore favorire la presenza di nuovi insediamenti in aree marginali; e rivedere i rapporti con la domanda (compresa la GDO) anche attraverso una più accurata gestione delle risorse dedicate alla promozione.

Inoltre ha anticipato che il nuovo articolato della legge forestale vedrà il passaggio in giunta a giugno con approvazione della legge per fine anno.

Soddisfatte tutte le imprese a cui l’Assessore ha rivolto l’invito a continuare ad essere una “grande  cooperazione” per contribuire alla sfida che il mercato piemontese dovrà affrontare nei prossimi anni.

 

Nel mese di giugno 2005 Tommaso Mario Abrate,  presidente di Fedagri, ha incontrato l'assessore all'agricoltura Taricco e l'assessore all'economia montana Sibille a cui ha esposto le idee della cooperazione piemontese sul nuovo Piano di Sviluppo Rurale.

Sono a disposizione di tutti i documenti che sono stati lasciati agli assessori:

 

Assemblea Regionale di FEDAGRI -  28 maggio 2005

Un buon numero di imprese cooperative presenti con responsabili e tecnici, i maggiori esponenti delle organizzazioni professionali agricole, dirigenti dell’Assessorato Agricoltura e assessore neo eletto, hanno reso di elevato livello l’assemblea regionale di Fedagri Piemonte presieduta da Mario Abrate, sabato 28 maggio, a Carmagnola.
Interventi e dibattito hanno permesso di fare un po’ di chiarezza sul percorso che la Regione sta seguendo per la redazione del nuovo Piano di Sviluppo Rurale.

Ricordiamo che il PSR considera tre assi principali di intervento:
1 - MIGLIORAMENTO DELLA COMPETITIVITA’ DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE
2 - GESTIONE DEL TERRITORIO
3 - DIVERSIFICAZIONE DELL’ECONOMIA RURALE E QUALITA’ DI VITA NELLE ZONE RURALI
e un ”approccio leader” definito come “strategia di sviluppo locale comprendente diversi elementi”, riguardante territori rurali bene definiti a livello subregionale, con approccio dal basso verso l’alto tramite gruppi di azione locale dotati di potere decisionale costituiti da partners pubblici e privati.
Gli interventi per l’asse prioritario leader devono riguardare:
a) l’attuazione di strategie locali di sviluppo rurale preordinati al raggiungimento degli obiettivi di uno o più dei tre assi prioritari;
b) la realizzazione di progetti di cooperazione che perseguano gli obiettivi del punto a);
c) la gestione dei gruppi di azione locale, l’acquisizione di competenze e l’animazione del territorio.
Nuovo fondo FESR
I due fondi ora operanti (FEOGA Garanzia e FEOGA Orientamento) verranno riuniti nel Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) che opererà secondo la regola n + 2, la quale stabilisce che i contributi comunitari impegnati sul bilancio dell’Unione nell’anno n vengono automaticamente disimpegnati se non sono stati spesi nei due anni successivi.
Regolamento comunitario provvisorio: il definitivo si attende per giugno.
Alcune modifiche rispetto al testo del giugno 2004 ci saranno di certo in quanto ogni stato ha avanzato le proprie richieste. Il vincolo dei finanziamenti alle piccole e micro-imprese, previsto nella bozza è, per esempio, stato eliminato a seguito di dibattiti politici.
I tempi (con possibili variazioni):
A breve ci sarà l’approvazione da parte della Giunta regionale del sistema di comitati e gruppi di concezione e predisposizione del nuovo PSR, con la designazioni e la composizione dei comitati.
Estate-autunno 2005: approfondimenti e affinamenti delle problematiche e prime stesure.
Ottobre: Conferenza programmatica regionale
(potrebbe anche chiamarsi diversamente) di confronto per il mondo agricolo.
Inverno 2005: predisposizione PSR.
Primi mesi del 2006: presentazione del PSR e negoziati con Unione Europea.
Entro giugno 2006: approvazione del PSR.
Le modalità di redazione
Sul nuovo PSR lavoreranno i funzionari pubblici insieme a numerosi esperti e agli studiosi dell’IRES. Gli elaborati verranno poi rivisti e corretti in diversi momenti, in modo da giungere in autunno con un documento su cui si potrà aprire il confronto con le parti interessate dai provvedimenti.
Le risorse è probabile che saranno o uguali o inferiori al periodo fin qui operante. Pertanto dovranno essere ridotti i gettiti su alcune misure.
La linea della Regione presentata all’assemblea di Fedagri del 28 maggio è quella di arrivare ad un documento ricco di misure (in modo da lasciare aperte molte possibilità) in cui però non verranno ancora indicate le modalità dei bandi, Queste saranno oggetto di provvedimenti successivi, così l’amministrazione si riserva una certa libertà decisionale.
Le idee della cooperazione
Ampia attenzione da parte regionale alle proposte delle imprese: questo è quanto è stato sottolineato dall’Assessore che si è reso disponibile al confronto e all’ascolto delle idee e dei progetti del mondo cooperativo.
La parola ora passa alle imprese!
 

Il nuovo settore delle cooperative forestali aderenti a Fedagri Piemonte

 

un PSR nuovo...

 Intervento di Tommaso Mario ABRATE, Presidente di Fedagri Piemonte, al convegno della Regione Piemonte del 13-14 gennaio 2005 sulla Riforma della Politica Agricola.

Leggi il documento -  scarica il file in .pdf (167Kb)

 

Assemblea febbraio 2004

Nell'assemblea regionale tenutasi al Museo dell'Automobile il 20 febbraio 2004 sono state rinnovate le cariche per i prossimi quattro anni.

Alla guida della Federazione resta Tommaso Mario Abrate, presidente della coop. Piemonte Latte di Savigliano. Durante l'assemblea sono stati eletti anche i componenti del Consiglio Regionale.

Intervento del Presidente all'assemblea regionale -  scarica il file in .pdf (213 Kb)

Componenti del Consiglio Regionale - scarica il file in .pdf (55Kb)

La Federazione si pone, nel panorama regionale, come la maggiore organizzazione settoriale dell'intera cooperazione agricola ed agroalimentare in termini di cooperative aderenti (n. 215) che di fatturato complessivo delle strutture associate (oltre 500 milioni di euro).

I dati della cooperazione agricola piemontese:

Provincia

Settore

N. Coop.ve

N. Soci

Fatturato Euro

Totale

 

 

 

Cuneo

 

- Cantine Sociali

- Caseo Latte

- Ortofrutta

- Altre Agricole

 

12

9

21

58

 

1.429

796

2.834

4.730

 

24.220.201,00

33.513.420,00

109.545.342,00

95.137.289,00

 

 

Coop.   100

Soci     9.789

Fatturato    262.416.252,00

 

 

Vercelli

 

- Cantine Sociali

- Caseo Latte

- Ortofrutta

- Altre Agricole

 

-

1

1

5

 

 

-

212

59

412

 

-

857.523,00

2.218.408,00

4.732.728,00

 

Coop.   7

Soci     683

Fatturato    7.808.659,00

 

 

Asti

 

- Cantine Sociali

- Caseo Latte

- Ortofrutta

- Altre Agricole

 

17

1

-

12

 

2.289

35

-

541

 

23.774.792,00

139.386,00

-

14.568.065,00

 

Coop.   30

Soci     2.865

Fatturato    38.482.243,00

 

 

Alessandria

 

- Cantine Sociali

- Caseo Latte

- Ortofrutta

- Altre Agricole

 

14

1

-

25

 

3.059

29

-

2.568

 

22.995.265,00

18.060.109,00

-

15.341.762,00

 

 

Coop.   40

Soci     5.656

Fatturato    56.397.136,00

 

 

Biella

 

- Cantine Sociali

- Caseo Latte

- Ortofrutta

- Altre Agricole

 

-

1

-

1

 

-

14

-

8

 

-

77.280,00

-

41.316,00

 

 

Coop.   2

Soci     22

Fatturato    118.596,00

 

 

Novara

 

- Cantine Sociali

- Caseo Latte

- Ortofrutta

- Altre Agricole

 

1

1

1

2

 

326

49

22

18

 

1.834.240,00

4.060.416,00

4.446.619,00

143.127,00

 

 

Coop.   5

Soci     415

Fatturato    10.484.402,00

 

 

Torino

 

- Cantine Sociali

- Caseo Latte

- Ortofrutta

- Altre Agricole

 

2

4

1

23

 

625

372

38

2.986

 

1.945.233,00

64.012.485,00

92.469,00

63.052.686,00

 

 

Coop.   30

Soci     4.021

Fatturato    129.102.873,00

 

 

Verbania

 

- Cantine Sociali

- Caseo Latte

- Ortofrutta

- Altre Agricole

 

-

1

-

-

 

-

33

-

-

 

-

1.948.619,00

-

-

 

 

Coop.   1

Soci     33

Fatturato    1.948.619,00

Totale

 

215

23.484

506.758.780,00

 


Le cooperative operano nei seguenti comparti:

- valorizzazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli: settori lattiero caseario, vitivinicolo, ortofrutticolo, cerealicolo, carni, floricolo, erbe officinali, prodotti apicoli. Questo tipo di cooperativa è il più diffuso e si occupa della trasformazione dei prodotti conferiti dai soci e della loro commercializzazione, con lo scopo di eliminare ogni forma di intermediazione ed attuare strategie più utili per una migliore collocazione del prodotto sul mercato, garantendo così un'equa remunerazione, di solito al di sopra dei prodotti di riferimento.

- servizi: acquisto di mezzi tecnici, gestione di macchine agricole, assistenza tecnica contabile ed amministrativa. In pratica forniscono ai soci servizi che il singolo produttore non sarebbe in grado di predisporre o che comunque otterrebbe ad un costo particolarmente elevato.

- produzione: cooperative a conduzione associata, in cui i soci conferiscono i terreni e provvedono a gestirli in comune, riducendo così i costi di produzione ed ottenendo condizioni sociali migliori (possibilità di usufruire di periodi di ferie ecc.) e maggiore specializzazione negli interventi. Allevamenti sociali, in cui i soci conferiscono il bestiame e gli alimenti necessari per il loro mantenimento, con una rilevante diminuzione dei costi.

- forestazione e multifunzionalità: è il settore più giovane e con elevate prospettive di sviluppo. Le imprese si occupano di manutenzione del verde, pulitura del sottobosco, gestione forestale, ingegneria naturalistica, gestione biomasse. Molta attenzione è dedicata alle nuove forme di imprenditorialità che coniugano sul territorio le diverse funzioni dell'agricoltura.

La Federazione Regionale opera in stretta sinergia con il Consorzio GestCooper, struttura a cui aderiscono attualmente 86 cooperative.

Il Presidente in carica della Federazione eletto nell'assemblea del 20 febbraio 2004 è Tommaso Mario Abrate, presidente della Coop. Piemonte Latte di Savigliano (CN).
La segreteria della Federazione è svolta da Domenico Sorasio.
La sede è presso ConfCooperative Piemonte in corso Francia 9, a Torino.
Tel. 011/4343026 - Fax 011/4343253 - E-mail: federagro@gestcooper.it


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